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Durazzo, 9 settembre

Fatti i bagagli e lasciati gli stessi in albergo, Marco è rimasto a fare giri per Tirana, mentre io mi sono recato a Kruja, ciittà natale dell'eroe nazionale albanese Skandemberg.
La gita poteva anche essere evitata, visto che del castello non è rimasto granchè, e che del museo (moderno ma in stile "antico") dedicato all'eroe non mi interessa assolutamente alcunchè.
Il panorama che si gode dal castello, però è bello ampio.
Un'ora ad andare, una a tornare, dieci minuti a stare.

Il museo dedicato a Skandemberg

Una torre del castello

Panorama dalle mura

Il mercato ottomano

Recuperati i bagagli all'albergo di Tirana siamo quindi tornati a Durazzo per prendere il traghetto per Ancona e da lì fare finalmente rientro a Roma.
La sgradita sorpresa è stata l'impossibilità di pagare il traghetto con la carta di credito: per fortuna avevo con me contante sufficiente per entrambi, altrimenti avremmo dovuto cercare un ATM per prelevare.
Si prevede tempo brutto, speriamo bene per il mare.

*** *** ***

L'Albania e le sue storie ci hanno seguito anche durante il viaggio di ritorno: sulla strada per Roma, a causa della pioggia ed il buio ci siamo fermati a dormire in un agriturismo in abruzzo, dove la mattina dopo abbiamo incontrato un ragazzo che a suo tempo aveva fatto parte della missione Pellicano, in supporto all'emergenza per i profughi kossovari a Valona, il quale ci ha raccontato la situazione che si era creata dal punto di vista dei nostri militari, inviati laggiù completamente disarmati ("era una missione di pace"...) ed in balìa dei kalashnikov con cui i locali giravano impunemente.
Il Paese, per quello che ho visto, non contiene perle di straordinaria bellezza, ma la gente è per la maggior parte estremamente amichevole, gentile e disponibile, forse anche perché durante il regime comunista nessuno ha mai avuto occasione di poter scambiare opinioni con stranieri.
Le storie che abbiamo sentito raccontare meriterebbero un capitolo a sé, e sono state concordi nell'illustrare un periodo di pura folle anarchia durante il quale diversa gente ha fatto un sacco di soldi con traffici illeciti, tanto che ci hanno narrato che andando in giro per Valona a chiedere soldi ai passanti in una giornata si poteva rimediare anche qualche migliaio di dollari.
La scelta delle strade da percorrere con le nostre moto è stata obbligata, visto che non avevamo delle enduro e che la rete viaria asfaltata è ancora in via di costruzione (le "strade" che non abbiamo potuto percorrere erano a livello di mulattiere).
Distributori di benzina se ne trovano abbastanza spesso, per cui nessun problema di rifornimento.
Il periodo di fine stagione turistica ci ha poi molto aiutato dal punto di vista economico (prezzi molto più bassi, ampia disponibilità di alloggi), di viabilità (poco traffico) e anche di contatti con la popolazione locale.


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