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CINEMA

ULTIMI DIECI FILM VISTI

BASILICATA COAST TO COAST
Un gruppo musicale di Maratea decide di partecipare ad un festival a Scansano Ionico. Decidono però, anzichè di recarvisi in auto in un'ora e mezzo, di andarci a piedi in dieci giorni, caricando il materiale su di un carretto trainato da un cavallo, reliazzando così un "coast to coast" alla lucana. Molto carino, divertente, con un ottimo Max Gazzè nei panni (guarda caso) del bassista. Taluni capi di vestiario degli abitanti locali, soprattutto femminili, sono delle vere chicche, complimenti ai costumisti.

AGORA
Ad Alessandria d'Egitto, nel IV secolo dopo cristo, ancora sopravvivono i resti della famosa biblioteca, ove la filosofa Ipazia studia ed insegna i misteri dell'universo. Peccato che nel frattempo la religione cristiana abbia fatto molti proseliti, ed in nome dell'intolleranza che nei secoli è stata il suo "marchio di fabbrica" i suoi adepti assalgano prima i fedeli delle antiche religioni politeiste, e poi gli ebrei. Risultato, una sapienza millenaria viene distrutta, e chi non si dichiara cristiano fa una pessima fine. Interessante dal punto di vista storico, molto lento nella narrazione.

MATRIMONI E ALTRI DISASTRI
Nene (Margherita Buy) vive con il suo gatto, dà ripetizioni di lettere, e non fa sesso da una vita. La sorella le affida l'organizzazione del suo matrimonio, e si troverà ad avere a che fare con il futuro cognato, illetterato, pratico, dedito quasi ossessivamente al lavoro. Film abbastanza carino ma non eccezionale, lento quanto basta, può essere visto sul piccolo schermo senza alcun rimpianto.

HAPPY FAMILY
Uno scrittore racconta la storia che sta ideando (due famiglie si incontrano in occasione di un progetto di matrimonio dei giovanissimi figli) e nella quale si vede coinvolto in prima persona sia come autore che come co-protagonista. Solito spirito di Salvatores: riflessioni sui massimi sistemi effettuate con semplicità ed in modo disincantato, voglia di fuga, compatibilità tra persone provenienti da diverse esperienze e ceti sociali. Simpatico.

L'UOMO CHE FISSA LE CAPRE
Un giornalista (Ewan Mc Gregor) scopre che l'esercito USA aveva organizzato un gruppo per azioni di guerra non convenzionale basato su tecniche new age, comandato dall'hippy Jeff Bridges e poi sabotato dal cattivo Kevin Spacey. Seguendo George Cooney in Iraq, si troverà di fronte al gruppo riorganizzato. Demenziale e molto autoironico, con frequenti frecciate alla stupidità delle tendenze guerrafondaie di americani (militari e contractors) consente una serata distensiva.

BASTA CHE FUNZIONI
Molto carino, l'ultimo di Woody Allen. Un anziano newyorkese ex professore universitario di fisica, pessimista cronico, ipocondriaco ed ipercritico nei confronti altrui conosce una giovane proveniente dal provincialissimo sud degli USA, carina ma ignorante come un sasso e stupida come poche. Dopo di lei arriveranno la madre e il padre, con curiosi risultati nei rapporti interpersonali. Bella sceneggiatura, piena di battute comiche, con un protagonista che rifà alla perfezione il verso al vecchio Woody.

BASTARDI SENZA GLORIA
Nella Francia occupata durante la seconda guerra mondiale un'ebrea scampata ai rastrellamenti nazisti vuole vendicare la sua famiglia, mentre un gruppo di militari americani ebrei cerca di seminare il panico tra le truppe germaniche, uccidendo in modo cruento chiunque vesta una divisa tedesca (che in realtà, trova sempre un modo più che dignitoso di affrontare la morte). Pessima opera di Tarantino, del quale ho quasi sempre apprezzato i passati lavori ma che stavolta eccede in lentezza, oltre che in scarsa originalità. Noia, noia, noia.

VIDEOCRACY
Documentario tanto inutile quanto scalcinato e sconclusionato, creato inizialmente per spiegare (?) agli svedesi la (dis)evoluzione della televisione italiana, dalla prima emittente privata ad oggi, attraverso filmati di archivio, interviste a Michele Mora e Fabrizio Corona (che offre pure un suo nudo integrale del quale non si sentiva assolutamente il bisogno), e citazioni - il più delle volte forzose ed a sproposito - di Silvio Berlusconi. Pessima la qualità delle immagini, ignobile la regia, non si comprende (se non per motivi politici) come e perchè questa sòla sia stata innalzata agli onori degli schermi cinematografici. Da evitare anche in dvd.

SI PUO' FARE
Milano, 1983. Ad un sindacalista in disgrazia (Claudio Bisio) viene affidata una cooperativa di malati di mente. Nonostante le ovvie difficoltà, riuscirà a renderla effettivamente operativa, dando ai suoi membri la speranza di una vita "normale". Buone la trama e la recitazione, questo film dimostra che si può fare un'opera di livello anche senza un budget milionario.

CHE
Si può fare un film senza colonna sonora, ma occorre necessariamente dargli un ritmo, sia nelle immagini che nei dialoghi. Viceversa, "CHE" scorre lento, piatto e noioso, ed ha fatto guardare più di una volta l'orologio ai pochissimi (sei in tutta la sala...) spettatori che non fossero intenti a pomiciare, giustamente disinteressati allo scarno spettacolo proposto. L'idea di vedere altre due ore di sequel non mi sfiora minimamente.

 


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