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CUBA
2000…km!
Quando decido di fare un viaggio in un posto ben preciso, finisco solitamente col trovarmi dall'opposta parte del Pianeta. Adoro i viaggi non organizzati, decisi all'ultimo momento, magari partendo da solo o con una persona che non sono solito frequentare nella vita di tutti i giorni, per cui quando quella sera Gianfrancesco ha buttato lì, fuori del cinema Quattro Fontane, un "Cuba alla ventura?" ho udito il richiamo della foresta e - nonostante stessi al momento programmando un "giro" sulla Transiberiana - dopo due giorni il biglietto aereo ed i pernotti strettamente necessari erano già prenotati. Ognuno di noi, pressato dai propri impegni lavorativi, ha poi provveduto per suo conto a stendere un possibile itinerario, ideato sulla base delle informazioni raccolte qua e là: incredibile a dirsi, alla verifica incrociata i due itinerari sono risultati coincidenti alla perfezione tanto per i luoghi, quanto per i tempi (quando si dice empatia…). Considerata inoltre la vetustà e/o la scarsa praticità di parte del nostro equipaggiamento, ci siamo recati a fare acquisti a Via Sannio, meta "scontata" per chi a Roma cerca il miglior rapporto prezzo/qualità: rimediati due zaini identici (quanto mi sento scemo quando vado in giro con qualcosa uguale a quella posseduta od indossata dalla persona con la quale esco o, peggio, viaggio..), e due portasoldi a tenuta stagna (almeno di colore diverso tra loro…), eravamo pronti alla partenza. 20 APRILE Bagaglio all'Avana, non a Santiago! L'inizio del viaggio è subito a rischio o, almeno, lo è il suo svolgersi a Cuba. In effetti i biglietti che consegno all'addetta del check-in indicano che la meta finale è Santiago di Cuba ma, da bravo malfidato italiano, dopo i sorrisi di rito all'avvenenza della hostess di terra, pongo la retorica domanda: "Scusi, tutto a posto per Santiago ?". La risposta, tra il divertito ed il curioso, dimostra la sorpresa per il fatto che noi non si atterri ovviamente a L'Avana e così, mentre tento di placare la fila dietro di noi che già si chiede se stiamo cercando di introdurre ordigni dinamitardi sul volo Air Europe, trascorrono più di venti minuti nel tentativo, poi riuscito, di modificare la destinazione finale dei nostri bagagli. Sono le 21,14: se tutto va bene, tra 20/25 minuti c'imbarcheremo per il viaggio che i risolini maliziosi e le battute esplicite di non pochi amici hanno lasciato chiaramente intendere come puramente destinato ad accoppiamenti multipli. Vedremo. E già: vai a far capire alla gente che vuoi fare un viaggio dai risvolti social-cultural-storico-politici! In effetti l'unica meta prefissata (a parte arrivo a Santiago e ritorno dall'Avana) è quella di Plaza de la Revolucion il primo di maggio di quest'anno 2000: oltre a questo particolare appuntamento, che proprio non corrisponde alle attività turistiche dei nostri connazionali in vacanza nella "Isla Grande", è nostra intenzione visitare la Cuba reale, facendoci un'idea di come la gente vive, lavora, e… sì, Gianfra, anche di come mangia! Nell'aereo che ci porta a Cuba c'è una grande quantità di post-quarantenni brizzolati, pochi giovani, ed alcune famiglie con bambini, piazzate per la maggior parte - fortunatamente - in business class. Il reparto fumatori ha tenuto alta la sua fama anche durante le ore notturne, malgrado l'evidente disagio di chi non condivide la passione per la sigaretta (tra cui il sottoscritto), che ha però dovuto italicamente sopportare la protervia altrui. |