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LE "DRITTE"


Guida consigliata: assolutamente la Lonely Planet (edita in Italia da Edt).

Cambio in dollari: conviene farlo in Italia, perchè cambiare in loco con carta di credito significa vedersi applicare una commissione di circa 10.000 lire per cambio; ciò non toglie che per molti pagamenti convenga usare la carta di credito per non rimanere in seguito senza contanti; lasciare perdere la valuta locale (peso convertibile = $) perchè tanto si paga tutto in dollari USA.

Prenotazione: dall'Italia prenotare (abbiamo scelto Nouvelles Frontieres) un pacchetto con volo aereo (ottima la Air Europe, aereo nuovissimo e belle hostess…), un pernotto all'arrivo e uno o più pernotti alla partenza; trovare alloggio a Cuba non è mai un problema e, se ci si adatta alle case particular (private), si risparmia notevolmente: il costo dell'albergo è inferiore se prenotato dall'Italia con il pacchetto, ma in questo caso si è vincolati con i tempi ed i luoghi.

Automobile Presa in loco (Havanautos) senza prenotazione, ad un costo che ci è sembrato inferiore a quello proposto da Nouvelles Frontieres; una Daewoo Matiz per 11 giorni ci è costata circa 1.200.000 lire; attenzione ai posti di controllo della polizia stradale per evitare multe (10 $) per eccesso di velocità (il limite si abbassa bruscamente a 40 km/h); sulle strade mancano quasi completamente i cartelli che indicano le direzioni, per cui è meglio chiedere spesso ai pedoni.

Strade Autopista a tre corsie, Carretera Central a una, ma molto più pittoresca; attenzione a pedoni, ciclisti, calessi, camion senza frecce; qualità dell'asfalto meglio nella parte ovest dell'isola (quasi a livello delle nostre statali), mentre nell'est occhio alle buche; mai e poi mai viaggiare di notte; la benzina si trova a circa 2.000 lire al litro: è meglio fare il pieno ogni volta che il serbatoio arriva a metà e si trova un distributore.

L'itinerario Abbiamo scelto di sfruttare lo scalo dell'aereo a Santiago, in modo di proseguire da lì verso l'Avana ed evitare quindi di fare avanti e indietro per l'isola, che non è proprio piccola (La Isla Grande…); le tappe sono state: Santiago de Cuba - Baracoa - Holguin - Camaguey - Trinidad - Playa Larga - L'Avana.

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Santiago de Cuba Alloggio all'Hotel Casa Granda (prenotato dall'Italia), bello, centrale, in stile coloniale, bella terrazza panoramica, colazione buona ed abbondante; ci si arriva con il taxi dall'aeroporto in circa 10 minuti.
A causa del ritardo di 12 ore dell'aereo abbiamo fatto solo un breve giro a piedi, e la città non ci è sembrata un granchè, anche forse per via del primo impatto: abbiamo trovato la macchina all'Havanautos presso l'Hotel Las Americas (raggiunto in taxi) e ci siamo diretti verso l'Autopista per poi svoltare a destra in direzione Guantanamo (che è uno dei posti più orrendi di Cuba, in pratica un enorme slum), da dove abbiamo proseguito sulla strada che porta a Cajobabo (molto bello il panorama quando si arriva sull'oceano, ma chi guida pensi alle buche!); la strada da Cajobabo a Baracoa è costituita da circa 50 km di tornanti che si arrampicano sulla montagna: faticoso, ma se ce l'ha fatta una Matiz…

Baracoa Dopo 236 km percorsi in circa 4 ore, l'alloggio all'Hotel El Castillo, facilmente individuabile perchè domina la cittadina, era doveroso (anche perchè il La Rusa sembra una stamberga): piscina, bel panorama, colazione accettabile; prezzo 40 $ per la stanza e la colazione (il parcheggio non si paga).
Il posto è tranquillo, anche perchè un pò fuori dalle rotte turistiche (non è proprio ricco di bellezze architettoniche): conviene essere lì nel weekend, perchè la gente si riversa in strada a bere, mangiare e ballare e, quindi, divertirsi; il ristorante nel forte La Punta non è affatto male (consigliamo il maiale "ahumado"), mentre per bere qualcosa si può andare al Rumbos nella piazza centrale lungo Antonio Maceo (buona musica dal vivo).
La spiaggia migliore è Playa Maguana, a 20 minuti di macchina in direzione Moa (la strada è sterrata, occhio alle buche!): dei chioschi vicino alla spiaggia possono servire cibo e bevande fresche.
Per arrivare ad Holguin (base per andare alla spiaggia di Guardalavaca) bisogna fare i 50 km di sterrato fino a Moa (la strada è allucinante, da percorrere anche a 30 km/h, ma talora offre bei panorami, soprattutto in prossimità di un parco naturale sulla costa), per poi proseguire per altri 172 km su una strada asfaltata (tempo totale quasi 5 ore).


Holguin La città non vale la pena di essere visitata; abbaimo alloggiato al Mirador de Mayabe, un albergo panoramico fuori città (sulla strada per l'aeroporto bisogna svoltare sulla sinistra, ma non c'è nessun cartello, per cui meglio chiedere) con piscina, stanze a bungalow con frigorifero non eccessivamente belle, e ristorante dove in fin dei conti si può cenare (anche perchè l'alternativa è un viaggio al buio in città); costo 42 $ esclusa la colazione, più 1 $ al giorno per il parcheggio (l'impressione non è stata molto positiva nel complesso, anche perchè il personale è stato tutt'altro che cortese, ma gli altri alberghi erano esauriti).
In un'ora di strada buona si arriva alla spiaggia di Guardalavaca, che vale veramente la pena di essere vista: sabbia corallina dai colori rosati, acqua trasparente, alberi che consentono di stare all'ombra, polizia che sorveglia.
Dopo 200 km di Carretera Central, cercando di evitare di entrare dentro Las Tunas (chiedere sempre la strada ai pedoni) si arriva a Camaguey.

Camaguey Alloggio al Gran Hotel, bell'albergo in centro su una strada pedonale, ma abbastanza caro: 44 $ per la stanza, colazione e piscina escluse!
La città è bella, in stile coloniale, da vedere assolutamente (la sera è un posto di rara tranquillità) Plaza San Juan de Dios: mangiare al ristorante La Campana de Toledo, proprio sulla piazza (non economicissimo, ma veramente buono); abbiamo provato anche la Pizzeria Ragazza, di fronte al Gran Hotel: non fanno pizza, i panini non sono eccezionali, ma è molto economica e il nostro apparato digerente non ha subito traumi.
Riprendendo la Carretera Central in direzione Ciego de Avila, uscire per Sancti Spiritus e poi girare per Trinidad (in tutto 255 km, molto scorrevoli, da fare anche a 120 km/h!).


Trinidad Imperdibile: cercare assolutamente di alloggiare a casa di Carlos Gomez (Piro Guinart 36 B, primo piano, sulla strada per Cienfuegos), o almeno - se ha le due stanze piene - di andare a mangiare lì (15 $ per la stanza, 8 $ per il pasto, 3 $ per la colazione, 1 $ per il parcheggio custodito).
Carlos, professore di fisica ed astronomia, è un personaggio notevole: ascoltare le sue "dritte"!
Trinidad è patrimonio culturale dell'UNESCO, ed offre svariati locali dove passare le serate con musica locale dal vivo.
La spiaggia di Playa Ancon è bella all'altezza del Grill Caribe (ristorante davanti al mare), sulla cui spiaggia si può stare liberamente (1 $ per le sdraio, se le volete), approfittando del posto di ristoro per bibite fresche (il parcheggiatore vorrà 1 $ per la macchina, ma vi laverà i vetri): evitare la spiaggia davanti all'Hotel Ancon, sporca e piena di alghe.
Di fronte all'Hotel Ancon c'è la Marina Cayo Blanco, che organizza gite all'omonima isola (consigliata: portare la maschera da sub!) per 25 $ incluso il pranzo, oppure pesca d'altura.
Proseguendo per la strada verso Cienfuegos (occhio ai granchi che attraversano durante il periodo della riproduzione, pericolo foratura gomme!), passata la città si prosegue poi per Playa Giron (la strada, in genere buona,  prevede però un tratto di circa 20 km di rally su un rettilineo di sassi, andare piano è fondamentale), all'inizio della Baia dei Porci (Bahia de Cochinos): a Playa Giron c'è un mare sicuramente migliore di Playa Larga, anche se forse l'alloggio può costare un pò di più.


Playa Larga Abbiamo alloggiato da un amico di Carlos, tale Nivaldo: la sua casa non è un granchè, costa 20 $ più cena e colazione (il parcheggio è gratis), il condizionatore fa solo rumore, e si sente la vicinanza della palude (zanzare a milioni!); la sera non c'è nulla da fare perchè il posto è sfigato ed isolato: unico vantaggio è stata la possibilità di gustare la bistecca di coccodrillo (buona, ebbene sì!), ma se si riesce ad alloggiare altrove (vedi Playa Giron) è meglio.
Dalla Baia dei Porci si prende la strada verso l'Autopista per L'Avana (chiedere ai pedoni, come al solito), Autopista che troverete ad un normalissimo incrocio regolato da semaforo: girate a sinistra e tirate dritto, facendo attenzione agli autostoppisti che talvolta sono sdraiati anche sulla seconda corsia!

L'Avana La prima notte abbiamo dormito in una casa privata indicataci da Carlos, che ci ha mandato da Emma (Calle 25 n°526, app.to 4), che ci ha mandato al piano di sopra da Ramon e Alicia: casa non male a 30 $, più 6 $ per una cena niente di che, più  3 $ per la colazione (hanno un posto per parcheggiare l'auto, ma fatevici portare personalmente, per non sbagliare.
Ramon e Alicia sono due brave persone, laureate e con figli medici, parlano inglese e non disdegnano di conversare con i loro ospiti.
Le altre notti le abbiamo passate all'Hotel Sevilla, prenotato dall'Italia: albergo di lusso in stile sivigliano, centralissimo, ottima colazione in stupendo ristorante panoramico, piscina (quando ci siamo andati era in riparazione).
Per mangiare all'Avana consigliamo il ristorante Hanoi, tra Calle Brazil e Calle Bernaza (vicino al Campidoglio), gestito da vietnamiti ma con buona cucina locale a prezzi molto economici (10 $ circa a pasto).

La spiaggia dell'Avana è Playa del Este, raggiungibile in auto (25 km) o in taxi (se abusivo, non pagate più di 10 $ a viaggio): arrivate all'altezza dell'Hotel Tropicoco e scegliete il punto che preferite; la sorveglianza della polizia è continua, e permette di fare un bagno lasciando le cose sulla spiaggia (meglio però fare sempre il bagno a turno…).
Una spiaggia che si dice essere molto più bella, poco turistica e con barriera corallina, è Playa Jibacoa, ma è più distante dall'Avana: avendo tempo, dovrebbe valere veramente la pena!
Per tornare all'aeroporto un taxi non deve chiedervi più di 15 $.


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Raccomandazioni Per strada cercheranno di:
a) portarvi in un paladar (ristorante privato), perchè prendono una percentuale;
b) vendervi sigari, generalmente rubati in fabbrica;
c) offrirvi la compagnia di chicas (fate un pò come vi pare…);
d) chiedervi un passaggio (a volte è utile per evitare di fermarsi sempre a chiedere la strada).
In ogni caso, questi personaggi non sono insistenti più di tanto, se dite di no  vi lasciano in pace: ricordare sempre che per la polizia locale il turista è sacro, sempre che non sia lui a creare problemi (una canna vuol dire 10.000 $ di multa, lasciare Cuba con il primo aereo, e non poter più tornare perchè dichiarati "persona non gradita!").


diari di viaggio ed altroqualche anno di attivitàqualcuno deve pur farlo...recensionirecensionipagine utili e non