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21 APRILE Ore 2,55 cubane. Atterreremo con un'ora o più di ritardo, provare o meno a passare almeno 2 o 3 ore in albergo? In alternativa Ale ha trovato possibile base in una località a 20 km da Santiago. Il viaggio è andato bene, anche per merito delle hostess, molto carine e gentili: Boeing 777 dell'Air Europe che vola per conto della Cubana de Aviacion (e pensare che un mio caro amico mi aveva pesantemente dato dell'irresponsabile per aver scelto una linea del terzo mondo per risparmiare pochi spiccioli: in realtà di voli di linea ce ne avevano prospettati due, quelli dell'Iberia e, appunto, quelli della Cubana, ma visto che i primi erano tutti pieni…). Ore 3,50: si atterra all' aeroporto Antonio Maceo di Santiago. Prima di scendere, su tutti noi passeggeri è stato spruzzato un forte disinfettante: "se non lo facciamo", dice una hostess, "non ci fanno aprire i portelli" (!). Ora in attesa, sperando che gli zaini arrivino con noi. Mentre i nostri bagagli non arrivano, ad un connazionale che rinnego come tale l'ispezione doganale scopre sugo di pomodoro e spaghetti italici, mentre ad un altro vengono sequestrate delle mele (!): ma perchè se le è portate ? Un italiano con riporto "coast to coast" ed oscena camicia con quadri e quadretti sparsi su fondo azzurrino viene accolto da locale graziosa, al massimo venticinquenne, con baci intensi e dalla probabile di lei madre. Neanche ci avviciniamo al taxi in attesa fuori dall'aereoporto che un cubano in jeans mi chiede se vogliamo una casa, ed alla mia replica circa il fatto di avere già un albergo mi specifica che per domani lui ha disponibilità, considerato che le ragazze in albergo non possono entrare. Risveglio (!) ore 8,15… Il povero Gianfrancesco ha cominciato a sperimentare cosa vuol dire viaggiare con un "corto-dormiente" come il sottoscritto, salvo dichiararsi pronto all'azione dopo che abbiamo effettuato una colazione caloricamente esagerata sul panoramico roof garden dell'albergo. Colazione sul roof del Casa Granda: rilevata un'altissima percentuale di strutto o similare nella roba che ci stiamo mangiando, menzione di onore alle crocchette, di cui Ale prova ad indagare il contenuto senza fortuna. Cielo bigio e vento caldo. |
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Mezzi pubblici a Santiago |
| Eseguiamo
subito un rapido sopralluogo di Santiago: boh! Le case sono piuttosto fatiscenti,
e la gente non sembra passarsela benissimo, salvo forse i tassisti, che
vengono pagati in dollari dai turisti. Santiago mi appare come tanti tetti vecchi e posticci che coprono cose per così dire antiche, non direi che una grande frenesia anima le strade, ci faremo un giro a piedi e poi a prendere la macchina: destinazione Baracoa. Lasciato l'albergo, con un taxi raggiungiamo l'Hotel Santiago, dove in teoria dovrebbe attenderci una macchina a nolo prenotata a mezzo del padre della segretaria dello studio, il quale vive e lavora all'Avana da 15 anni. Manco a dirlo, dell'auto non c'è traccia (forse le voci sulla particolarità dell'organizzazione cubana non erano del tutto infondate…), e riusciamo ad ottenere una Daewoo Matiz per una cifra non esorbitante: è l'ora di metterci in marcia per la fine di questa parte del mondo, ovvero Baracoa! |