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di
Il Cairo, 13 agosto 2005 Sì, lo so, tutte le
volte dico "mai più", ma anche questa estate, piuttosto
che viaggiare da solo, ho scelto di aggregarmi ad un gruppo di "avventure
nel mondo", cosa che finora si è sempre rivelata foriera
di momenti stressanti, ma a volte (anche se raramente) piacevoli. |
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Strane sculture davanti all'Opera |
| Il Cairo, 14 agosto Avevo già capito alla partenza che avrei dovuto rassegnarmi, stavolta, a fare il turista. Questo, purtroppo, sarà un viaggio "blindato": per motivi di sicurezza (le bombe di Sharm risalgono a neanche un mese fa, e pare che ci sia stato l'85% di disdette per i viaggi in Egitto previsti in questo periodo) il percorso è stato prefissato e tutti gli alberghi già prenotati: non ci sarà modo, per alcun motivo di variare il programma concordato con la polizia turistica. Stamattina, dopo colazione, ho persino dovuto subire l'onta del tour del Museo Archeologico con tanto di guida locale parlante italiano. Solo bastate due sale per farmi decidere di andare più avanti da solo e godermi in santa pace (si fa per dire: è domenica, e il museo è discretamente affollato) i reperti esposti. All'interno, con esclusione di poche sale, non c'è l'aria condizionata, e si suda non poco. Disagio e stanchezza spariscono, però tutto d'un tratto, innanzi al favoloso tesoro della tomba di Tutankhamen: dopo averlo visto sui libri ed in televisione, aver studiato le fasi della scoperta, ed aver atteso finora per vederlo, sono entrato ed uscito più volte dalla sala principale, che contiene i sarcofagi in oro ed in legno, i numerosi gioielli e - naturalmente - la strepitosa maschera funebre in oro e lapislazzuli. Poche cose finora mi hanno provocato una tale emozione: sicuramente la maschera d'oro di Agamennone al Museo Archeologico di Atene, la stele di Hammurabi al Louvre, ed il Bayon ad Angkor (nonché tutta Roma, ogni volta che esco a passeggio per il centro storico!). Finita la visita al museo, il gruppo si è suddiviso, e sono capitato con una delle sue parti sotto la cittadella del Saladino, a visitare la moschea del sultano Hassan (carina, ma niente di eccezionale), dopodiché siamo saliti a piedi, sotto il solleone, fino all'ingresso della cittadella, dove abbiamo potuto vedere di fretta (la cittadella pare chiuda alle 16,30, contrariamente a quanto sostenuto nella lonely Planet) la moschea di Mohamed Ali e scorgere di lontano le piramidi, che si ergono maestose fuori della città, e che visiteremo domani. Ritorno in taxi in albergo (15 sterline), doccia doverosa e dormita fino all'ora di cena. Passeggiata fino al Felfela Restaurant, buono ma non economicissimo (almeno per il posto: 9 euro a persona!). |
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La moschea del sultano Hassan |
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Tacchini per strada! |
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La moschea di Mohamed Ali |
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Il Cairo by night |