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Minya, 15 agosto Forse ferragosto non è
la giornata ideale per una gita alle piramidi, considerato il caldo
che fa, ma oggi il programma prevede proprio questo (oltre a molto altro),
e quindi ci tocca. |
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| Usciti dalla piramide, siamo
poi andati a vedere la piramide a gradoni di Saqqara, primo monumento in
pietra del mondo secondo la Planet, datato 2650 avanti cristo, e le Tombe
di Mereruka e Ankhmahor, destinate a nobili dell'epoca e coperte di affreschi
non eccezionali. Siamo poi passati alla Mastaba di Al-Faraun, complesso funerario di numerose stanze, e alla piramide di Pepi II, che da fuori appare come una collinetta, ma che un lungo passaggio permette di penetrare verso il basso, ove si trovano un paio di stanze ornate da testi geroglifici scolpiti nella roccia. Questi ultimi due luoghi li ho visti da solo, dato che ho lasciato il gruppo nel primo complesso tombale a sentire le spiegazioni di uno dei guardiani: finalmente un po' di silenzio e di spazio intorno a me. Devo ammettere che finora l'atmosfera è abbastanza divertente, e ad essa contribuisce la presenza massiccia di romani. |
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Saqqara: l 'ingresso al complesso funerario |
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La piramide a gradoni: primo monumento in pietra dell'umanità? |
| Passati per Menfi, ove c'è
pochissimo da vedere oltre all'abbozzo di un bel colosso granitico che giace
supino all'interno di un piccolo museo e ad una sfinge di alabastro, siamo
arrivati sotto scorta a Minya (la situazione locale pare non essere molto
tranquilla dal punto di vista della sicurezza personale, e d'ora in poi
avremo la presenza di un agente armato a bordo del pulmino e - spesso -
di altri mezzi di militari con kalashnikov avanti e dietro di noi). Minya è una tappa di mero transito (pare che non vi sia alcunché di notevole da vedere), dove non potremo neppure allontanarci dall'albergo. Alloggiamo al Touristic Lotus Hotel, le cui stanze soono abbastanza spaziose, con letti ampi e dotate di frigobar (fondamentale per far ghiacciare le bottiglie d'acqua da utilizzare il giorno seguente, avvolte in carta di giornale per isolarle termicamente: un "mio brevetto" che mi consente solitamente di avere acqua gelata tutto il giorno, nonostante il gran caldo). La cena, al ristorante dell'albergo, è stata ottima e varia: alla fine ci hanno servito perfino il cocomero, e così abbiamo lasciato in frigo le quattro grosse angurie che avevamo comprato su mio input lungo la strada, per festeggiare "romanamente" il ferragosto. Non ci è sembrato il caso di provare a fare gavettoni di sorta |
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Menfi: la statua... |
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... e la Sfinge |