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Minya, 15 agosto

Forse ferragosto non è la giornata ideale per una gita alle piramidi, considerato il caldo che fa, ma oggi il programma prevede proprio questo (oltre a molto altro), e quindi ci tocca.
Partenza dall'albergo alle 7, perché vengono venduto solo 150 biglietti ogni mattina per l'ingresso all'interno delle piramidi, e quindi bisogna essere ben presto in fila.
Ovviamente, una volta in fila, viene annunciato che manca la corrente elettrica, e che la vendita dei biglietti avrà inizio appena risolto il problema, inshallah.
Fatto un giro per le foto, durante il quale diamo un'occhiata anche alla Sfinge, torniamo al botteghino che la vendita era già cominciata, e ci rimangono gli ultimi 10 biglietti d'ingresso alla piramide di Cheope: peccato che siamo in 16!
Fatta la conta, riesco ad ottenere un biglietto, ed entro nel ventre di questo colosso innalzato non si sa come nel 2570 avanti cristo.
Un lungo corridoio, stretto ma dalle alte pareti, composte da lastroni di pietra granitica perfettamente allineati, sale con una forte pendenza fino ad un basso cunicolo che porta in uno stanzone, all'interno del quale vi è un piccolo sarcofago squadrato di pietra; non vi è alcuna iscrizione e, se non ricordo male, non è la vera camera mortuaria, che invece si raggiunge attraverso un percorso assai disagevole e che non è aperto al pubblico.
L'afa all'interno è opprimente, e si suda abbondantemente.
Un ulteriore corridoio, che scende per poi risalire, è chiuso da un cancelletto.

La Sfinge e le piramidi di Chefren e Micerino

La Grande Piramide di Cheope: costruita quasi 5000 anni fa

Usciti dalla piramide, siamo poi andati a vedere la piramide a gradoni di Saqqara, primo monumento in pietra del mondo secondo la Planet, datato 2650 avanti cristo, e le Tombe di Mereruka e Ankhmahor, destinate a nobili dell'epoca e coperte di affreschi non eccezionali.
Siamo poi passati alla Mastaba di Al-Faraun, complesso funerario di numerose stanze, e alla piramide di Pepi II, che da fuori appare come una collinetta, ma che un lungo passaggio permette di penetrare verso il basso, ove si trovano un paio di stanze ornate da testi geroglifici scolpiti nella roccia.
Questi ultimi due luoghi li ho visti da solo, dato che ho lasciato il gruppo nel primo complesso tombale a sentire le spiegazioni di uno dei guardiani: finalmente un po' di silenzio e di spazio intorno a me.
Devo ammettere che finora l'atmosfera è abbastanza divertente, e ad essa contribuisce la presenza massiccia di romani.

Saqqara: l 'ingresso al complesso funerario

La piramide a gradoni: primo monumento in pietra dell'umanità?

Passati per Menfi, ove c'è pochissimo da vedere oltre all'abbozzo di un bel colosso granitico che giace supino all'interno di un piccolo museo e ad una sfinge di alabastro, siamo arrivati sotto scorta a Minya (la situazione locale pare non essere molto tranquilla dal punto di vista della sicurezza personale, e d'ora in poi avremo la presenza di un agente armato a bordo del pulmino e - spesso - di altri mezzi di militari con kalashnikov avanti e dietro di noi).
Minya è una tappa di mero transito (pare che non vi sia alcunché di notevole da vedere), dove non potremo neppure allontanarci dall'albergo.
Alloggiamo al Touristic Lotus Hotel, le cui stanze soono abbastanza spaziose, con letti ampi e dotate di frigobar (fondamentale per far ghiacciare le bottiglie d'acqua da utilizzare il giorno seguente, avvolte in carta di giornale per isolarle termicamente: un "mio brevetto" che mi consente solitamente di avere acqua gelata tutto il giorno, nonostante il gran caldo).
La cena, al ristorante dell'albergo, è stata ottima e varia: alla fine ci hanno servito perfino il cocomero, e così abbiamo lasciato in frigo le quattro grosse angurie che avevamo comprato su mio input lungo la strada, per festeggiare "romanamente" il ferragosto.
Non ci è sembrato il caso di provare a fare gavettoni di sorta…

Menfi: la statua...

... e la Sfinge


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