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Luxor, 17 agosto
Dopo una breve visita al Monastero Bianco ed al Monastero Rosso, entrambi copti e dei quali rimane ben poco, situati a Sohag, siamo passati a vedere il tempio di Sethi I ad Abydos, decisamente degno di visita e, successivamente, il bel tempio di Hator a Dendara.
Entrambi questi templi sono quasi intatti (tetto compreso), e rendono bene la grandezza che potevano avere all'epoca della loro costruzione e del loro utilizzo.

Monastero Bianco

Monastero Rosso

L'interno di Abydos

I sotterranei di Dendara

Alla fine, siamo arrivati a Luxor, dove l'Hotel Gaddis ci ha accolto con le sue belle stanze e la sua piccola ma tanto agognata - ed immediatamente sfruttata - piscina.
L'albergo non è citato nella Lonely Planet, ma lo meriterebbe, e si trova in Khaled Ibn El-Walid Street, nella parte sud della città.
Abbiamo cenato al ristorante El-Hussein, a Hilton Street, dove finalmente ho potuto mangiare del pesce, dopo tutta la carne che ci hanno dato finora.
Il cibo non era male, ma le bevande abbastanza care: 15 sterline per una birra e 5 per il resto (pure per l'acqua).
In serata, passeggiata sul "lungonilo" fino alla zona del tempio di Luxor.

Luxor, 18 agosto

In mattinata, Karnak: niente di eccezionale, almeno considerati i templi che abbiamo visto nei giorni passati.
Gran caldo, sicché abbiamo vagato in cerca dei pochi posti ove sedere all'ombra.
Dopo Karnak, vista la temperatura, ci siamo buttati in piscina nelle prime ore del pomeriggio, contendendoci i pochi metri cubi di acqua con uno sparuto gruppetto di lingua tedesca.

Kar

nak

Il tempio di Luxor

Tramonto sul Nilo a Luxor

Fatta una doverosa pennica, ci siamo recati al tempio di Luxor, e qui hanno fatto la loro comparsa, puntuali come una cambiale in scadenza, i sintomi dell'influenza che solitamente mi affligge durante i miei viaggi, allorché il mezzo di trasporto è provvisto di aria condizionata.
Europa, Africa od Asia, prima o poi devo subire raffreddore, mal di gola e febbre; la cosa è alquanto seccante, anche in considerazione dle caldo che fa e della conseguente poca voglia di coprirsi per non aggravare la situazione.
Per l'intanto, ho dovuto saltare il museo di Luxor, dotato di pezzi numerosi e notevoli, ma anche di feroce condizionamento d'aria, e ho atteso gli altri facendo una passeggiata sulla corniche.
Cena al Soltana, in Television Street, poco invitante come aspetto ma le cui bram (una sorta di tajine) sono ottime, soprattutto quella al pesce.
Uno zerinol, e di corsa a letto: domani giornata campale alle Valli dei Re e delle Regine.

Luxor, 19 agosto

Mi sono alzato già fiacco e con la febbre, e siamo partiti poco dopo le sei per cercare di evitare il più possibile le ore calde.
Già all'inizio ho dato segni di cedimento fisico: raffreddato e febbricitante, sotto un sole implacabile già dalle primissime ore del mattino, sono riuscito - nonostante ciò, ma con grandissima fatica - a vedere qualche tomba, per poi rinunciare a qualche visita rimanendo a dormire sul pulmino.
Solo dopo aver rimediato tre lime, che mi sono spremuto direttamente in bocca, ed una lattina di tè al limone, mi sono ripreso un poco quel che bastava per scendere dal mezzo all'una passata e vedere la tomba di Sethi I (almeno credo, visto che ero stranito un bel po').
Purtroppo (o meno male, visto che altrimenti le decorazioni policrome durerebbero poco) non si possono scattare foto all'interno delle tombe scavate nella roccia, ma in ogni caso molte sono simili tra loro, e dopo un po' subentra la noia.
Tornati in albergo, ho deciso di starmene in stanza fino all'ora di cena, mentre qualcuno se ne andava a spasso, o al museo della mummificazione o, più semplicemente, in piscina.
Però sono uscito riposato e, salvo un po' di raffreddore latente, in condizioni sicuramente migliori di quelle della mattinata.
Cena al ristorante Abou El-Hassan El-Shazly, a Abd El-Moncam El-Edisy Street: la più economica finora (qualcosa come 50 euro in 17, autista compreso), e non malaccio anche se un tantino unta.
Una piccola passeggiata in ottima compagnia per vedere qualche bottega, e l'acquisto di un sacchetto di peperoncino locale hanno chiuso la serata.

Valle dei re

Valle delle Regine


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