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Assuan, 20 agosto

Partiti di buon'ora, sempre sotto scorta ci siamo avviati in direzione Assuan.
Lungo la via abbiamo visto i templi di Edfu prima e di Kom Ombo poi; niente di eccezionale, a mio avviso, e a dire il vero sono sempre più annoiato da un'apparente uniformità degli stili di questi siti archeologici.

Edfu

Kom Ombo

Sta di fatto che alla fine l'interesse dei più era rivolto alla piscina che ci attendeva nell'Hotel Sara di Assuan.
Questo albergo non sarebbe male, se non fosse situato molto al di fuori del centro cittadino, raggiungibile quindi solo con il nostro pulmino; inoltre, è dipinto di un colore rosa confetto, ed ha le stanze con grossi interstizi tra le porte e le loro cornici, cosa che permette il passaggio di aria calda e di zanzare.
Però ha una bella vista su una delle cateratte del Nilo ed una piscina la cui grandezza è ben superiore alla tinozza che avevamo a Luxor.
Dopo il bagno di rito, giro rilassante in feluca fino al giardino botanico della Kitchener's Island e al villaggio nubiano sull'isola Elefantina.
Entrambe tali visite sono state noisette, e il caldo umido ha fatto sudare non poco.
Giro per il bazar, immancabile, dove ho potuto constatare la terribile propensione all'acquisto delle donne del gruppo., e cena al ristorante Al-Masry, pressoché pessimo per prezzo e qualità del cibo.
A letto prestissimo, in quanto la sveglia è prevista per le 2,30: domani (stanotte) si va in pullman fino ad Abu Simbel.

Assuan: le cateratte davanti al nostro Hotel Sara

Hotel Catarat: ricordate Assassinio sul Nilo?

Al villaggio nubiano

Tramonto con feluca ad Assuan

Assuan, 21 agosto

Poche ore di sonno, agitato dal caldo che filtra (con le zanzare) tra porte e finestre e rispettive cornici, e ci rechiamo al consueto punto di raccolta dei mezzi che comporranno la carovana scortata per Abu Simbel, in partenza per le 3,30 circa.
Per fortuna riesco a dormire per buona parte del viaggio, e vengo svegliato dal rimbalzo delle sospensioni su di uno speedbreaker ad un posto di controllo, giusto in tempo per godermi l'alba nel deserto nubiano.
Arriviamo tra i primi davanti al tempio, originariamente fatto erigere da Ramses II 200 metri più in basso, e poi tagliato a pezzi e spostato su di una collina artificiale quando venne creato il lago Nasser con la costruzione della diga.
Devo ammettere che il tempio è spettacolare, sia fuori che dentro, ove purtroppo non si possono (potrebbero) scattare foto.
Visto il tempio subito ed in santa pace, ho provato ad ascoltare le spiegazioni della guida che ci hanno dato (obbligatoria?) ma, visto che non diceva alcunché di nuovo per me, sono passato oltre a vedere il tempio più piccolo.
Peccato che dalla recinzione che da sul lago Nasser si veda tutta la spazzatura che qualcuno ha gettato giù: non si capisce se siano stati direttamente i turisti o gli inservienti del sito archeologico, che potrebbero avervi svuotato i pochi cestini per rifiuti.
Ripartiti attraverso il deserto nubiano, siamo tornati verso Assuan con una tappa per vedere la grande diga.
Giunto in albergo, contrariamente al resto del gruppo che si è barricato in camera a dormire con l'aria condizionata, mi sono piazzato in zona piscina fino all'ora di cena, alternando vasche e sole per recuperare forma fisica ed abbronzatura.
Cena all'Assuan Moon, un barcone in riva al Nilo dove ho azzardato l'ordinazione di una "pizza margherita", rivelatasi una focaccia al formaggio e peperoni.
Alzatisi da tavola, ci siamo uniti ad un gruppo di giovani turisti che provenivano da una cena al villaggio nubiano e che erano accompagnati da un piccolo ensemble di giovani locali che si esibivano con percussioni e voci: canti, danze, e sheesha a volontà.
Un altro cocomero party, dopo quello di Asyut, ha completato la serata, durante la quale sono stato letteralmente massacrato dalle zanzare, evidentemente indifferenti all'Autan.

L'alba nel deserto nubiano

Abu Simbel: il tempio di Ramses II...

... e quello di sua moglie Nefertari

L'isola di Phile con il tempio di Iside


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