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Hurgada, 22 agosto

Altra levataccia, altro convoglio scortato fino ad Hurgada, sulla costa del Mar Rosso.
La strada fino a Luxor è stata la stessa dell'andata, e poi si è snodata attraverso il deserto orientale caldo, arido e pietroso.
Hurgada si trova sulla costa, arida e pietrosa come il deserto che le è alle spalle; i cantieri di complessi immobiliari in costruzione imperversano ovunque, ed il centro cittadino è simile ad una povera Las Vegas: molte le scritte in cirillico sulle insegne dei negozi, parecchia gente a spasso, rivendite di souvenirs egiziani a non finire.
Insomma, quasi un incubo.
Il nostro albergo, il Zak Hotel, sorge nella zona di Sigala, è dotato di una piscina con porte da pallanuoto e pallone a disposizione; le stanze sono abbastanza ampie e con un terrazzino che da sulla piscina: se fosse un tantino più rifinito e meno desolatamente deserto sarebbe un'ottima sistemazione.
Appena giunti, neanche a dirlo, bagno in piscina (alle sette di sera le spiagge - private, di proprietà degli alberghi che danno sul mare - erano "chiuse"), con partitella di pallanuoto.
Per la cena abbiamo scelto un ristorante specializzato in pesce, il Joker, che ha proposto dei piatti abbastanza buoni per circa 40 sterline egiziane a testa (6 euro).

La "splendida" spiaggia di Hurgada

Hurgada, 23 agosto

Finalmente in spiaggia!
Paghiamo 20 sterline per l'ingresso nella spiaggia dell'Hotel Bella Vista, di fronte al nostro una volta attraversata la strada, scegliamo lettino ed ombrellone, e ci accomuniamo all'ampia comunità slava che prende il sole sul piccolo arenile, con una densità di popolazione per metro quadro degna di una spiaggia libera di Ostia a ferragosto.
Ciò nonostante, e malgrado il vicinissimo attracco dei grossi motoscafi che partono per i giri turistici alle isole al largo al fine di praticare snorkeling ed immersioni, troviamo un'acqua calda e pulita, con piccoli banchi di reef (secondo me trasportati lì a bella posta) tra i quali circolano alcuni pesci colorati.
Come primo impatto con le tanto decantate acque del Mar Rosso non è eccezionale, ma siamo in una zona cittadina, e già so che con la gita all'isola di domani vedrò qualcosa di meglio.
Approfitto di una dimostrazione gratuita del locale diving club per provare una breve immersione con le bombole a pochi metri da riva: è stata la mia "prima volta" e, a dire il vero, pensavo si trattasse di qualcosa di più complicato.
Non ho avuto alcuna difficoltà a scendere fino a 5 metri, e la sensazione di vedere il mondo "da sotto" senza doversi preoccupare della scorta d'aria nei polmoni è stata piacevole: riproverò.
Passata la giornata in spiaggia, al ritorno in albergo nuova nuotata in piscina con pallone.
Cena al mitico Da Nanni, pizzeria di proprietà di una coppia di italiani trasferitisi qui, che propone pizze "vere" in piena tradizione partenopea e, addirittura, del "vero" caffè espresso: dopo giorni di Nescafè e ciofeche varie, i caffeinomani del gruppo hanno gioito.
Io, per conto mio, mi sono accontentato di una pizza napoletana con una valanga di acciughe sopra (pesantissima!) e di una spremuta di arancia fresca, di dimensioni notevoli.
Stremato dalla giornata al mare, sono crollato appena toccato il letto.

Approdo alle Giftun Islands

Hurgada, 24 agosto

Oggi è il compleanno di Federica, una delle romane del gruppo, e toccherà organizzare qualcosa.
Partiamo con una delle barche per fare snorkeling sul reef vicino alle Isole Gitfun: siamo stati portati su due diversi banchi corallini, popolati da una moltitudine di pesci colorati, poi ci è stato portato il pranzo a base di riso, pesce e/o pollo, ed infine siamo stati lasciati per un'ora e mezza su di un'isola dove c'era un bar ed alcuni ombrelloni di paglia (il cui utilizzo era, ovviamente, a caro prezzo, ma che sono stati ugualmente presi d'assalto dato il sole cocente che, di contro, le torme degli slavi non sembravano patire).
Forse l'impatto con la popolazione dei fondali è stato più stupefacente questo inverno nello Yemen, ma comunque non è stata una pessima idea quella di questa gita, anzi (prezzo concordato per persona, 13 euro).
Avrei voluto fare un'immersione con le bombole, ma ero l'unico del gruppo ad essere intenzionato, per cui non avrebbero potuto affidarci un istruttore solo per me, a meno che non avessi scelto di andare con un altro gruppo su di una barca diversa, e così ho ritenuto opportuno rinunciare e rimanere insieme ai miei compagni di viaggio.
Per una volta, nel gruppo non ci sono state grosse discussioni, e quindi posso ritenermi - almeno finora - soddisfatto.
In serata cena all'Al Arabi, ristorante che fa specialità libanesi, dopodiché show dei cinque maschietti del gruppo per il compleanno di Federica, che si è trovata in stanza cinque strippers in tanga con scritto sulle chiappe "A-U-G-U-R-I-F-E-D-E": un successone!
Torta nella sala ristorante dell'albergo, e quattro salti all'African Bar di fronte, discotechina senza pretese semivuota, ma dove non potevo certo far andare da sole le fanciulle.


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