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Viaggio strano, stavolta.
Innanzi tutto perché ho fatto il turista vero e proprio, a bordo
di un pulmino con itinerario prefissato ed immutabile, concordato con
la polizia turistica, con gli alberghi già tutti prenotati, e senza
possibilità di variazione alcuna in base all'ispirazione del momento.
E poi per quell'atmosfera "blindata" causata dalla presenza
massiccia - e, talvolta, opprimente - delle forze dell'ordine locali:
convogli scortati, agenti armati a bordo del nostro mezzo, metal detector
all'ingresso di siti archeologici ed alberghi, poliziotti armati ad ogni
angolo e dietro ogni colonna.
Capisco che è passato neanche un mese dalla strage di Sharm El-Sheik,
ma secondo me se qualcuno volesse colpire di nuovo i (pochi) turisti non
avrebbe difficoltà a farlo, nonostante l'ingente spiegamento di
forze.
Grazie al percorso "via terra", alternativo rispetto alle solite
crociere, siamo riusciti a vedere dei luoghi solitamente non inclusi nella
maggior parte dei viaggi in Egitto, ovvero gli spettacolari templi di
Abydos e Dendara, nonché le tombe rupestri di Beni Hasan.
A parte al maschera di Tutankhamen al museo del Cairo, proprio Abydos
e dendara sono stati, per me, gli "highlights" del viaggio.
Abbiamo avuto occasione di percorrere l'Egitto rurale, che sfrutta l'acqua
del Nilo per le coltivazioni spesso condotte senza macchine agricole particolarmente
moderne.
Le cittadine sono per lo più composte da case né belle né
curate, e nelle strade dominano polvere e sporcizia.
Si nota quasi una minore dignità perfino rispetto ad altri Paesi
islamici che ho visitato.
L'atteggiamento della popolazione nei nostri confronti non è mai
stato ostile, anzi, ma spesso - ovvero, come di consueto - eravamo visti
soltanto come polli da spennare.
D'altra parte, l'Egitto vive prevalentemente di turismo, e dopo gli attentati
di Sharm pare che le prenotazioni siano state annullate per l'85%.
Ad ogni modo, questa volta non ci sono stati grossi litigi nel gruppo,
e tutto - o quasi - è filato liscio.
Dei pro e dei contro dei viaggi con Avventure nel Mondo ho già
scritto nei precedenti diari, e non mi sembra il caso di ribadire concetti
già espressi.
Però non vedo l'ora di tornare a fare il viaggiatore "vero",
libero ed indipendente, con qualcosa di "mio" da scrivere nel
diario di viaggio, e non un semplice elenco di cose viste e fatte.
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