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Il Cairo, 25 agosto

Giornata di trasferimento: formato il solito convoglio scortato, siamo risaliti lungo il Mar Rosso verso Suez ed Il Cairo, con una sosta per una visita al monastero di San Paolo lungo la via.
Tappa lunga e noiosa, con poco da fare sul pullman e poco da vedere fuori di esso.
Già è qualche giorno che sono annoiato da questo viaggio-non viaggio, molto prossimo ad una comoda gita turistica, per cui sto arrivando al limite della mia sopportazione.
Il monastero non è assolutamente eccezionale, ma vederlo serve a spezzare il tedio.
Un monaco ci porta in giro per una visita guidata, ci offre da bere e da mangiare (zuppa di fagioli con un ottimo formaggio e del buon pane fresco); lasciamo un'adeguata offerta e ripartiamo verso Suez, ove arriviamo di sera e non riusciamo a vedere né a fotografare alcunché (anche in forza del divieto che vige in tutta la zona).
Al Cairo arriviamo verso mezzanotte, ed alloggiamo all'Hotel Mayorca, in El Montasser Street 19, nella zona di El Agouza, ove ceniamo con pollo e riso.

L'ingresso al monastero copto di S. Paolo

Cupole fuori...

... e dentro

Il Cairo, 26 agosto

Stamattina siamo andati a vedere la moschea di Al-Azhar: qui siamo stati accolti da un tale che si è definito muezzin, e che ci ha fatto fare un rapido giro della struttura, lanciando nel frattempo anatemi contro americani e musulmani sciiti (è stato l'unico in tutto l'Egitto che abbiamo sentito fare discorsi "fondamentalisti"); alla fine ha pressoché preteso un lascito alla moschea, per giunta in valuta straniera: parlava male degli americani, ma i dollari come li prendeva!
È iniziato poi il tragico giro del souk, con le fanciulle del gruppo che si fermavano ad ogni bancarella ed ogni negozio; alla fine avevo le gambe a pezzi, e ho rinunciato alla visita del quartiere copto per andare a dormire in albergo.
Pessima cena alla sede cairota dell'Al Arabia, già sperimentato ad Hurgada, passeggiata in riva al Nilo, ed inaugurazione, in una stanza dell'albergo, di uno degli sheesha acquistati in giornata al souk.
Finalmente è finita.

La moschea di Al-Azhar

Una meridiana nel cortile

Lezione di Corano

Spezie al souk

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Viaggio strano, stavolta.
Innanzi tutto perché ho fatto il turista vero e proprio, a bordo di un pulmino con itinerario prefissato ed immutabile, concordato con la polizia turistica, con gli alberghi già tutti prenotati, e senza possibilità di variazione alcuna in base all'ispirazione del momento.
E poi per quell'atmosfera "blindata" causata dalla presenza massiccia - e, talvolta, opprimente - delle forze dell'ordine locali: convogli scortati, agenti armati a bordo del nostro mezzo, metal detector all'ingresso di siti archeologici ed alberghi, poliziotti armati ad ogni angolo e dietro ogni colonna.
Capisco che è passato neanche un mese dalla strage di Sharm El-Sheik, ma secondo me se qualcuno volesse colpire di nuovo i (pochi) turisti non avrebbe difficoltà a farlo, nonostante l'ingente spiegamento di forze.
Grazie al percorso "via terra", alternativo rispetto alle solite crociere, siamo riusciti a vedere dei luoghi solitamente non inclusi nella maggior parte dei viaggi in Egitto, ovvero gli spettacolari templi di Abydos e Dendara, nonché le tombe rupestri di Beni Hasan.
A parte al maschera di Tutankhamen al museo del Cairo, proprio Abydos e dendara sono stati, per me, gli "highlights" del viaggio.
Abbiamo avuto occasione di percorrere l'Egitto rurale, che sfrutta l'acqua del Nilo per le coltivazioni spesso condotte senza macchine agricole particolarmente moderne.
Le cittadine sono per lo più composte da case né belle né curate, e nelle strade dominano polvere e sporcizia.
Si nota quasi una minore dignità perfino rispetto ad altri Paesi islamici che ho visitato.
L'atteggiamento della popolazione nei nostri confronti non è mai stato ostile, anzi, ma spesso - ovvero, come di consueto - eravamo visti soltanto come polli da spennare.
D'altra parte, l'Egitto vive prevalentemente di turismo, e dopo gli attentati di Sharm pare che le prenotazioni siano state annullate per l'85%.
Ad ogni modo, questa volta non ci sono stati grossi litigi nel gruppo, e tutto - o quasi - è filato liscio.
Dei pro e dei contro dei viaggi con Avventure nel Mondo ho già scritto nei precedenti diari, e non mi sembra il caso di ribadire concetti già espressi.
Però non vedo l'ora di tornare a fare il viaggiatore "vero", libero ed indipendente, con qualcosa di "mio" da scrivere nel diario di viaggio, e non un semplice elenco di cose viste e fatte.


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