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IL
POSTO AL SOLE
Dopo aver
ammirato ciò che gli Italiani sono riusciti a costruire in pochi
anni in Etiopia, mi era rimasta la curiosità di vedere il risultato
di un più lungo periodo di dominio in quell'Eritrea dalla quale
è iniziata la nostra colonizzazione dell'Africa Orientale (A.O.I.,
appunto). |
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| Un breve riposo
e via, alla scoperta della capitale. Per strada abbiamo incontrato il classico studente che - approfittando della giornata festiva - cerca di fare da guida turistica, tale Filippo, che parla anche italiano, e che ci ha portato un pò a zonzo, facendoci vedere principalmente chiese (tutte chiuse per l'ora "tarda", ovvero le 11 del mattino). Siamo comunque riusciti a salire sul campanile della cattedrale cattolica in Harnet Avenue per ammirare il panorama della città. Cattedrale e chiese copte non sembrano un granchè, il mercato è chiuso perchè è domenica, e perfino nella stazione ferroviaria manca il famoso treno a vapore, sempre perchè di domenica dovrebbe essere attivo sulla breve linea restaurata, fino a Nefasit. Filippo, che è di origine etiope, mi ha raccontato dei suoi studi di zoologia e delle difficoltà per la gioventù locale nel trovare lavoro. Pare che qui il servizio militare non abbia una durata prestabilita, e che si rischi di partire e tornare anche dopo sette anni (!), sicchè o si studia, o si scappa all'estero. Dopodichè ha "sparato alto", e mi ha chiesto di pagargli un Oxford Dictionary (48 euro) per aiutarlo a studiare: quanto meno è stato originale e non ha fatto la solita lagna per le medicine della madre/moglie/sorella, sicchè gli ho dato 400 nakfa (20 euro, pure troppi, ma almeno incrementiamo l'economia locale dando soldi a chi ha un minimo di capacità imprenditoriale...) e me lo sono tolto di mezzo. |
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Il Ministero dell'Istruzione |
| Dopo una sosta
all'albergo, abbiamo proseguito la passeggiata per Asmara, ammirando i bei
palazzi costruiti in epoca fascista e dal caratteristico stile littorio,
finchè la stagione delle piogge ci si è parata davanti con
un muro d'acqua ed un black out cittadino di un'ora e mezzo, che abbiamo
trascorso al riparo dentro una galleria di negozi su Harnet Avenue. Tornata la luce, siamo andati a cena all'Hamasien Restaurant (nulla a che fare con l'omonimo albergo), dove per 170 Nfa abbiamo mangiato buoni piatti locali. Se di giorno si gira in maglietta, la sera fa freddino e una felpa sembra non bastare: in fin dei conti, siamo a quasi 2.400 metri! |
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La moschea |
| Asmara, 13 agosto
Dopo una breve
colazione al Caffè Asmara, su Harnet Avenue, siamo andati a chiedere
i permessi per i giri fuori città nell'apposito ufficio (anch'esso
sulla strada principale). |
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Il teatro |
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Cinema Odeon |
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Manifattura tabacchi |
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Nel pomeriggio
abbiamo ritirato i persmessi all'ufficio del Ministero del Turismo e abbiamo
provato ad organizzare la gita a Kohaito e Senafe con la Travel House
International, il cui simpatico titolare - che parla benissimo l'italiano,
avendo vissuto e studiato per sette anni a Milano - non ci ha però
saputo dare una risposta definitiva, avendo a disposizione al momento
solo un pullmino per turisti e non una jeep. |