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Gondar, 30 dicembre

Partenza alle 10, strada ottimamente asfaltata, e panorama che ha alternato colline e montagne in lontananza, con campi coltivati e gente che camminava da un luogo all'altro.
A Gondar siamo arrivati dopo circa tre ore, e abbiamo girato un po' per trovare alloggio, finché un ragazzetto ci ha portati al Simien Park Hotel: niente di eccezionale, ma bagni puliti con acqua calda a volontà per 100 birr a notte.
Dopo una passeggiata per il centro cittadino ci siamo fatti portare alla chiesa di Debre Berhan Selassie, famosa per le pitture che l'adornano; circondata da un muro in "stile Gondar", è carina, ma nulla di più.

Debre Berhan Selassie...

...il suo interno...

...il soffitto...

...altri affreschi

Siamo poi passati al complesso di Kweskwam, rovina di un palazzo fortificato dal quale si gode un discreto panorama di Gondar.
Il panorama migliore, però, si gode dalla terrazza del Goha Hotel, caro e pretenzioso, ove abbiamo trovato gente dal portafoglio pieno, italiani compresi.
A proposito di italiani, le vestigia della presenza italiana sono qui più che evidenti, con palazzi in puro stile littorio come quelli gemelli del comune e del tribunale, la posta, e perfino il cinema.
Per la cena ci siamo fatti consigliare da Elias, che ci ha lasciati innanzi un ristorantino locale vicino al Circle Hotel, sulla stessa mano della strada, dove il menu è scritto solo in amarico, e il personale non spiccica una parola di inglese.
Ciò nonostante, abbiamo mangiato decentemente: injera e wat vegetariano per 11 birr in due (in pratica, 50 centesimi di euro per uno).

Kweskwam

Architettura

littoria

Gondar, 31 dicembre

Stamattina visita al recinto dei castelli imperiali.
Il sabato e la domenica non si fanno visite guidate, per cui ce lo siamo visto in santa pace, dividendolo con pochi turisti (immancabili gli italiani caciaroni, a dispetto dell'età avanzata) accompagnati dalle proprie guide personali.
Il posto è suggestivo e ha meritato le numerose foto, ma per la gran parte è in rovina e/o chiuso.

Un paio tra i castelli

all'interno del recinto

Siamo poi andati a comperare cibarie in scatola e frutta per i giorni da trascorrere sui monti Simien, dove non vi è alcunché da acquistare.
Il "Supermarket Ras Dashen", un piccolo negozio di fronte al Circle Hotel, era ben fornito ma ci ha praticato dei prezzi quasi più alti di quelli europei: da evitare o da contrattare, se si ha voglia.
Dopo una breve visita al mercato cittadino siamo tornati in albergo per consumare il nostro frugale pasto a base di ananas e banane, e poi ci siamo recati in jeep a vedere i bagni di Fasiladas (o ciò che ne rimane): il posto è sotto restauro, e ci lavorano con scarsissima lena un centinaio di uomini e donne, quando in Italia una squadra di dieci persone in un mese avrebbe sistemato già tutto.
Per ingannare il tempo, abbiamo pure fatto un salto al villaggio falasha di Wolleka (sulla strada per Axum, all'incrocio con quella per il Sudan), che si è rivelato essere un gruppetto di capanne ai lati della strada, uguali in tutto e per tutto a quelle già viste fin qui, con l'unica particolarità di essere abitate da etiopi ebraici (comunque dalla pelle scura come gli altri).
A quel punto abbiamo deciso di aver preso polvere a sufficienza, e siamo tornati in albergo: certo, a Gondar non c'è poi molto da vedere!
In albergo, il mio dramma personale: ho portato con me il nuovo iPOD da 30 GB, ove scaricare le foto della macchina digitale ed avere così la possibilità di scatti pressoché illimitati, ma appena ho iniziato il trasferimento delle foto dalla macchina all'iPOD, questo ha avuto l'ottima idea di andarsene completamente in tilt.
Pazienza per i 1.300 e passa brani musicali che finora avevano allietato qualche momento di relax, ma il fatto di dover cancellare parecchi degli scatti già effettuati per rimanere nel limite datomi dalle schede che ho mi ha fatto incazzare non poco: si vede che in questo Paese la tecnologia non ne vuole sapere di funzionare…
Cenone di capodanno (si fa per dire) all'Habesha Kifto, frequentato dalla gente "bene" del luogo, ed infatti abbastanza caro (una sessantina di birr in due).

L'animato mercato

di Gondar

I bagni di Fasiladas


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