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Siamo poi andati a comperare
cibarie in scatola e frutta per i giorni da trascorrere sui monti Simien,
dove non vi è alcunché da acquistare.
Il "Supermarket Ras Dashen", un piccolo negozio di fronte al
Circle Hotel, era ben fornito ma ci ha praticato dei prezzi quasi più
alti di quelli europei: da evitare o da contrattare, se si ha voglia.
Dopo una breve visita al mercato cittadino siamo tornati in albergo per
consumare il nostro frugale pasto a base di ananas e banane, e poi ci
siamo recati in jeep a vedere i bagni di Fasiladas (o ciò che ne
rimane): il posto è sotto restauro, e ci lavorano con scarsissima
lena un centinaio di uomini e donne, quando in Italia una squadra di dieci
persone in un mese avrebbe sistemato già tutto.
Per ingannare il tempo, abbiamo pure fatto un salto al villaggio falasha
di Wolleka (sulla strada per Axum, all'incrocio con quella per il Sudan),
che si è rivelato essere un gruppetto di capanne ai lati della
strada, uguali in tutto e per tutto a quelle già viste fin qui,
con l'unica particolarità di essere abitate da etiopi ebraici (comunque
dalla pelle scura come gli altri).
A quel punto abbiamo deciso di aver preso polvere a sufficienza, e siamo
tornati in albergo: certo, a Gondar non c'è poi molto da vedere!
In albergo, il mio dramma personale: ho portato con me il nuovo iPOD da
30 GB, ove scaricare le foto della macchina digitale ed avere così
la possibilità di scatti pressoché illimitati, ma appena
ho iniziato il trasferimento delle foto dalla macchina all'iPOD, questo
ha avuto l'ottima idea di andarsene completamente in tilt.
Pazienza per i 1.300 e passa brani musicali che finora avevano allietato
qualche momento di relax, ma il fatto di dover cancellare parecchi degli
scatti già effettuati per rimanere nel limite datomi dalle schede
che ho mi ha fatto incazzare non poco: si vede che in questo Paese la
tecnologia non ne vuole sapere di funzionare
Cenone di capodanno (si fa per dire) all'Habesha Kifto, frequentato dalla
gente "bene" del luogo, ed infatti abbastanza caro (una sessantina
di birr in due).
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