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Axum, 2 gennaio
Brrrr! Durante la notte -
un cielo di stelle meraviglioso - si è perfino creato del ghiaccio
sulla tenda, dalla quale mi sono precipitato fuori alle 6 per imporre
a quel beota di Elias di spegnere il motore della jeep, che grazie al
vento ci stava intossicando con i fumi del probabilmente mai revisionato
diesel. |
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Axum, 3 gennaio
Con tutta calma, considerato
il viaggio stancante di ieri, alle 10 siamo andati al parco delle stele:
notevole quella più grande, crollata al suolo in diversi frammenti,
mentre la gran parte delle altre non sono scolpite. |
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Il parco delle stele |
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La grande stele crollata |
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La "nostra", ancora impacchettata |
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La leonessa
di Gobedra è una vera sòla, e consiste praticamente in un
dozzinale graffito sulla roccia: fare la camminata in mezzo alle pietre
dell'ex cava non vale la pena, a meno che - come noi - non si abbia del
tempo da perdere.
In ogni caso, siamo riusciti a trovarla solo con l'aiuto di due bimbetti, perché non c'è un sentiero segnato. Il palazzo della regina di Saba a Dungur, di fronte ad un'altra zona con diverse stele insignificanti, è invece ciò che rimane di un grosso edificio, del quale sono rimasti i soli bassi muri delimitanti i singoli ambienti: c'è pure una piattaforma metallica per poterlo osservare dall'alto. Ultima tappa, il museo archeologico, le cui opere esposte fanno trasparire una raffinatezza tutt'altro che eccezionale. Il resto del pomeriggio è trascorso con le visite ai negozietti axumiti di artigianato, senza peraltro acquistare alcunché. Una buona cena, stavolta, al Cafè Abissinia: finalmente cibo caldo, oltre che buono e a buon mercato: 29 birr in due! |
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La leonessa di Gobedra |
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Dungur: il palazzo della regina di Saba |