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Lalibela, 6
gennaio
Oggi è stata più
che dura. |
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Sarà italiana? |
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Continua il su e giù per le montagne |
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Il Lago Ashenge |
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E adesso? |
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Lalibela, 7
gennaio
Oggi sveglia con calma, doccia
(poca acqua, ma calda), colazione, e visita della città. |
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Lalibela |
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Il mercato del sabato |
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Poi, considerato
che a mezzogiorno finiscono le messe nelle chiese e quindi c'è
meno ressa, siamo andati vedere Bet Georgis, la più famosa, quella
a forma di croce.
L'idea dei costruttori è stata effettivamente ottima, ed il risultato notevolmente spettacolare: hanno dapprima scavato un fossato perimetrale a forma di croce molto profondo, e poi hanno lavorato la parte interna. Peccato che oggi l'interno sia funestato da bruttissime luci al neon, che eliminano l'effetto della luce naturale proveniente dalle finestre, e da stoffe appese di pessima fattura. Le altre chiese, tutte scavate nella roccia per non farle vedere da lontano durante le invasioni dei dervisci sudanesi, non sono poi così suggestive, nonostante la loro particolarità, e sono tutte accomunate dalle luci al neon, dallo sporco (i tappeti sono molto, ma molto pulciosi), dai molti pellegrini che baciano devotamente soglie e pareti. Tutte le chiese, con l'esclusione di Bet Georgis, hanno impalcature esterne che rovinano l'effetto scenografico, e sono coperte da orrendi tetti in lamiera. Ma quello che rende maggiormente perplessi è lo sporco puzzolente che regna ovunque: d'accordo che ci sono migliaia di pellegrini e che da qualche parte dovranno pur fare i loro bisogni, ma qui ci sono escrementi umani dovunque, e sono molti a pisciare in mezzo alla strada come se nulla fosse. Se si aggiunge il polverone alzato dal vento e la quantità di mendicanti, la situazione è peggiore di qualunque posto abbia visitato, India inclusa. Al ritorno in albergo, la doccia è stata obbligatoria, insieme al lancio nel cestino dei rifiuti dei calzini indossati per la visita alle chiese. Ci siamo fatti cambiare la stanza con una più grande che si era nel frattempo liberata, sempre senza bagno ma almeno a 150 birr. La nostra vecchia stanza è stata data ad un ragazzo veneto che avevamo incontrato ad Addis Abeba, per 80 birr. Cena al Chez Louise, segnalatoci da una coppia di italiani incontrati ad Axum. Dopo tutti questi giorni di injera e wat, mi sono concesso una pizza al pomodoro e formaggio: ovviamente in Italia il pizzettaro che avesse proposto al pubblico quel che ho mangiato stasera sarebbe stato crocefisso, ma almeno ho cambiato sapore. |
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Bet Georgis |
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Bet Mikael |
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Bet Medhane Alem |
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Bet Maryam |