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Dubrovnik, 13 agosto

Siamo sbarcati in orario alle 11 nel porto di Dubrovnik, e subito siamo stati agganciati da una piccola folla di persone che proponevano stanze.
Scartate quelle nel centro storico, il cui accesso sarebbe stato vietato alla moto, abbiamo scelto una casa sulla collina (da Gordana&Pero, lei parla pure italiano: www.dubrovnik-online.com/room_sutic), con vista sulla città vecchia; il prezzo è di 20 € a testa, come già a Spalato, ma non abbiamo l'uso della cucina e, quindi di un utile frigorifero.
Il tempo è sempre nuvoloso, per cui ce ne siamo andati a vedere la città vecchia, che è un piccolo gioiellino in pietra con strade lastricate in marmo bianco (tutto o quasi ricostruito dopo i bombardamenti dell'ultimo conflitto tra stati dell'ex Jugoslavia), affollato di turisti.
Pranziamo alla pizzeria "Mea Culpa", consigliata dalla Lonely Planet, che fa delle pizze gigantesche (una basterebbe per due persone) e niente male, e a prezzi più che contenuti (100 kune in due).
Nel frattempo ha cominciato a piovere, e ci siamo salvati durante il pranzo solo per i tendoni da sole (!) che riparavano i tavoli.
Sotto una leggera pioggia abbiamo fatto la passeggiata digestiva con il giro delle mura, dopodichè simao andati al porto per ottenere informazioni sui pullman per il Montenegro ed eventuali traghetti (di questi ultimi, neanche a parlarne).
Abbiamo deciso così di alleggerire - per quanto possibile - il bagaglio di Sharon, che lascerà qui nella casa di Dubrovnik parte della sua roba per poi recuperarla al suo ritorno dal Montenegro, dove invece arriverà con me sulla Guzzi (inshallah...).

Luza

Placa

Pljana Paška Milicevica

Gunduliceva Poljana

Tornati nella stanza per l'eleminazione fisica del bagaglio in eccesso (da riprendere le scene dei "questo lo lasci qui!" - "no, questo no, mi serve assolutamente!"), siamo ripartiti - dopo aver ridotto il tutto da un trolley e una borsa da 40 litri alla sola borsa, che finirà nel bauletto posteriore - per la città vecchia per la cena, sotto un cielo livido solcato da lampi.
Preso posto al Dundo Maroje, altro ristorante consigliato dalla Planet, si è scatenato un nubifragio che ha ben presto allagato la piazza con 30 cm d'acqua, nella quale alla fine molti si sono divertiti a sguazzare a piedi nudi.
Ancora una volta i tendoni si sono rivelati provvidenziali, anche se non del tutto sufficienti, ed abbiamo comunque dovuto mangiare (bene) tenendo i piedi sollevati.
Finito, dopo un bel pò, il temporale, siamo riusciti ad arrivare a casa senza bagnarci troppo.

Panorama della città vecchia dal nostro alloggio

Dubrovnik, 14 agosto

Stamattina il sole, finalmente, e così - dopo una breve fermata al Biker's Caffè e la spesa all'adiacente supermercato - siamo andati in spiaggia a Sveti Jakov, su consiglio della nostra padrona di casa.
Sveti Jakov, a sud di Dubrovnik, è una spiaggetta piccola e sassosa, che si è presto riempita di gente (molti gli italiani), dalla quale si gode la vista della città.
Per la cena abbiamo scelto il terzo ristorante consigliato dalla Planet, ovvero il Kamenice, dove abbiamo mangiato buone portate per un totale di 270 kune in due.

Il Biker's Caffè

Sveti Jakov

Tramonto dalmata


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