www.alessandroscarano.com


diari di viaggio ed altroqualche anno di attivitàqualcuno deve pur farlo...recensionirecensionipagine utili e nonposta


Budva, 15 agosto

Siamo arrivati in Montenegro, obiettivo "principale" del viaggio.
Due ore dopo la partenza da Dubrovnik, e dopo aver opportunamente preso il traghetto per Tivat (evitando, così, la lunga deviazione nel fiordo di Kotor, che visiteremo più in là), siamo giunti a Budva, che in molti hanno descritto come la "Rimini del Montenegro".
Non abbiamo trovato ad accoglierci una folla di gente che proponeva stanze in affitto, per cui - lasciata Sharon a guardia della moto - ho iniziato a girare per agenzie turistiche: dopo due "tutto esaurito, è ferragosto", ho finalmente trovato una bella stanza vicino al centro storico, con tanto di terrazzo e frigorifero, tre letti, per 13 euro a testa (anticipati per 4 notti).
Il proprietario non parla altro che montenegrino, ma la figlia parla un buon inglese (ul. 13 Jul, 2 - tel. 086.451475).
E già: in Montenegro, ottenuta l'indipendenza un paio di mesi fa, non si sono nemmeno curati di dover battere moneta ed hanno adottato l'euro quale valuta.
Fatta la spesa al vicino supermercato, grande e pieno di tutto, ma con la merce disposta in modo assolutamente illogico e disordinato, siamo andati a fare un giro esplorativo della città vecchia e delle piccole e affollatissime spiagge limitrofe, dove su di una sottile striscia di terra sono ammassate file di lettini di plastica.
L'acqua è pulita (mare di roccia), e fortunatamente il sole picchia a dovere.
L'ingresso alle due spiagge attrezzate di Morgen è a pagamento (1 euro a testa), ma visto il loro affollamento abbiamo preferito piazzarci gratis su di uno scoglio vicino.
Nelle due spiaggette a fianco della città vecchia l'ingresso è gratuito e ci sono anche le docce a disposizione, ma manca lo spazio vitale a causa della folla.

Sul traghetto per Tivat

La città vecchia di Budva

La chiesa

La sera cena al Lazo i Milan, ristorante citato sulla Planet e praticamente sotto casa, dove ho fatto un errore che finora, in tanti anni di viaggi, mi ero astenuto dal fare: ordinare all'estero un piatto di spaghetti.
Sarà stata la voglia di carboidrati che non forssero pizza o pane, fatto sta che mi sono trovato davanti al classico piatto di materiale informe bianco, sormontato da una colata di sugo ai frutti di mare.
Sarà stata la fame o la voglia di finirlo prima che si incollasse del tutto, ma l'ho divorato in pochi minuti, assumendo perfino un'aria soddisfatta di circostanza con il proprietario.
Mai più, comunque.
Curiosamente, abbiamo anche scoperto che da queste parti quando ordini gli scampi ti portano i gamberetti.
Una lunghissima passeggiata ci ha poi consentito di individuare la vicina stazione degli autobus (domattina arriverà Federica con un pullman da Bar, dopo aver preso il traghetto a Bari), di girovagare tra le centinaia di bancarelle, stand gastronomici, giostre e ristoranti sul lungomare a nord della città vecchia, tra una folla consistente di persone impegnate nello struscio ferragostano, e anche la città vecchia brulica di persone che sciamano nei i vicoli tra le case in pietra.

Lo "struscio" serale fuori dalle mura

Budva, 16 agosto

È arrivata Federica, che sono andato a prendere con la moto alla stazione dei pullman.
Fatta la spesa, ho portato una per volta le ragazze alla spiaggia di Jaz (le macchine pagano 2 euro di parcheggio, le moto niente), dopo un infruttuoso tentativo alla baia di Trestno, molto bellina ma affollata all'inverosimile, nonchè al termine di una strada a volte sterrata, con conseguenti difficoltà per la Guzzi, difficile da controllare in discesa quando si ha un passeggero a bordo.
"Jaz 1" è affollatissima, con lettini ed ombrelloni in più file sulla ghiaia, mentre "Jaz 2", a sinistra guardando il mare, è frequentata da sempre meno persone, fino ad arrivare ad un localino posto su di un piccolo molo in pietra, che consente l'uso giornaliero di lettini ed ombrelloni purchè si effettui un'ordinazione.
Il posto è un'oasi di pace, se comparata al casino delle altre spiagge viste finora, il sole vi batte per l'intera giornata, l'acqua è pulita, c'è una doccia non lontana (gratis), le consumazioni sono a prezzi accettabili (2 euro per una spremuta d'arancia), e la cameriera Yelena è pure la più simpatica tra i gestori dei locali e negozi finora conosciuti (forse perchè non è montenegrina ma serba, come abbiamo poi saputo).
La sera abbiamo girovagato per cercare un ristorante dai prezzi non "italiani" e caratteristico del luogo, e siamo finiti al ristorante Oranz, che si trova vicino al primo semaforo di Budva venendo da nord, sulla strada che porta al centro storico, prima della posta, e ce è frequentato principalmente da gente del posto o da turisti serbi.
Abbiamo mangiato bene con porzioni abbondanti, spendendo 25 euro in tre.

Jaz

Budva, 17 agosto

Oggi sono arrivati da Dubrovnik anche Dario e Marco, per cui il gruppo è al completo, e siamo andati a vedere Sveti Stefan, che si è rivelata una mezza sòla.
Si trova a 10 km a sud di Budva, ed in moto ci si mette circa un quarto d'ora; si pagano 5 euro di parcheggio (le macchine 10!), la spiaggia è abbastanza affollata, l'acqua è tutt'altro che spettacolare, e l'isoletta con il borgo, molto carina, è un albergo, che fa pagare 7 euro solo per entrare a dare un'occhiata.
Ciò nonostante, abbiamo trascorso allegramente la giornata in spiaggia (lettini a 2 euro).
Per cena siamo tornati all'Oranz, dove ancora una volta abbiamo mangiato bene, tanto, e a prezzo contenuto (10 euro per uno).

Sveti Stefan

Il gruppo finalmente al completo

Budva, 18 agosto

Ritornati alla spiaggia di Jaz, siamo stati in panciolle sulle sdraio del bar di Yelena, alternando nuotate e sonnellini.
Ho preferito non cenare; sono un pò di malumore perchè Budva, essendo la Rimini locale, rappresenta uno dei miei incubi peggiori per quanto riguarda la vita notturna, con una folla di gente che sciama sul lungomare riservato ai pedoni tra bancarelle e stand, in quella che ho definito la "sagra della sciampista".
A differenza di Spalato, infatti, le ragazze locali (o serbe in vacanza, chi lo sa) non solo sono meno belle, ma hanno anche uno stile volgarotto (in Italia sarebbe da periferia degradata o da provincia profonda); colpisce, ad ogni modo, la lunghezza chilometrica delle gambe delle fanciulle, tutte sopra il metro e ottanta.
Non vedo l'ora di cambiare aria, in quanto queste serate passate a fare lo struscio mi annoiano da morire.

Non ci si può neanche spogliare...


diari di viaggio ed altroqualche anno di attivitàqualcuno deve pur farlo...recensionirecensionipagine utili e nonposta