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Zabljak, 20 agosto

Ci sono arrivato, ma non è stata una passeggiata.
Ho visto bei paesaggi, che dalla costa sono diventati sempre più montagnosi, fino ad arrivare ad un punto nel quale ci si aspettava di veder spuntare Heidi e suo nonno.
Ho percorso i 210 km della strada che passa da Nikšic in 4 ore, con i tornanti che da ampi e ben asfaltati sono diventati sempre più stretti e con un fondo che alla fine lasciava un pò a desiderare.
Sono stato pure fermato dalla stradale per un divieto di sorpasso, in quanto mi ero accodato ad una Golf targata Nikšic dimenticandomi che i possessori di Golf sono dei coatti alla guida in ogni parte del mondo: sicchè, quando l'ho seguita in un sorpasso, la pattuglia appostata strategicamente ha tirato fuori la paletta e ha fatto cenno di accostare ad entrambi.
Solo che io, dopo essere stato un pò catechizzato, sono stato lasciato andare, mentre l'altro tipo (tra l'altro sceso con le infradito ai piedi) ha dovuto vedersela con la pattuglia; meno male, mi era stato detto che la stradale montenegrina era inflessibile...

Nikšic

La strada è peggiorata dopo Nikšic e la stanchezza ha cominciato a farsi sentire, ma ogni volta dicevo a me stesso "ricordati di Bettinelli e dei suoi giri del mondo con il vespone: vuoi essere da meno tu con una Guzzi?".
Alla fine, ho visto il cartello "Zabljak 4 km" (fino ad allora nessun cenno alla distanza dalla meta nelle varie segnalazioni), e dopo poco mi sono fermato dinanzi alla stazione degli autobus.

E adesso ?

Pensavo succedesse solo in India!

Si sale...

... fino in cima

Ho subito notato la differenza dei prezzi con la costa: una Schwepps al limone da mezzo litro mi è costata 65 centesimi, contro l'euro e mezzo di Budva.
Anche la stanza, presa nell'agenzia davanti la fermata degli autobus, è economica: 8,60 euro a testa (tripla con bagni in comune).
Sono crollato sul letto come Inzaghi in area di rigore, in attesa dell'arrivo di Federica e Sharon che hanno preso l'autobus o, meglio, un pullmino che ha fatto soffrire loro con tutte le curve e le buche.
Cena al ristorante Durmitor, 25 euro in tre, e a letto stremati: domani rafting!

Il nostro alloggio

Zabljak, 21 agosto

Cominciamo male: mi alzo con un mal di stomaco feroce, e Sharon dice di aver vomitato durante la notte.
Fatti i conti, è stata la trota alla griglia, scelta appunto "perchè se è marcia dal sapore te ne accorgi subito".
Ma mentre Sharon, che ha vomitato, sta meglio, io mi sento una chiavica, e con pochissima voglia salgo sulla Golf del tipo che ci porta al ristorante accanto al ponte che passa sulla gola del Tara e porta a Belgrado: durante il tragitto in macchina, causa le numerose curve, ho dovuto chiedere di fermarci, in preda a conati di vomito ma senza riuscire ad emettere alcunchè.
Il programma prevede, per 60 euro a testa, colazione, rafting e pranzo: io, al posto della colazione, ho preso un bibitone contro il mal di stomaco fornito dall'organizzazione, che però non ha funzionato più di tanto.
Veniamo portati con dei pullmini a qualche chilometro a monte del ristorante, scendiamo sulla riva del fiume, e montiamo su di un gommone con una simpatica coppia di Palermo, Ivan e Marianna, e tre russi la cui incapacità ai remi ci farà infradiciare non poco, nonostante l'estrema facilità dei 15 km di percorso.
Per il momento l'attività placa i dolori di stomaco, ma l'intossicazione da cibo fa nuovamente sentire i suoi effetti all'ora di pranzo, che salto a piè pari nonostante le coccole di Gordana, simaptica guida poliglotta che ha studiato italiano a Roma e che lavora presso il ristorante.

La gola del Tara

Una sorgente lungo il fiume

Alcune rapide

La strizzata finale

Rientrati in stanza, optiamo per una passeggiata verso i due bei laghetti glaciali di Crna Jezeera (ingresso 1 euro).
Non mi sento benissimo e rientro ben presto da solo, per sprofondare a letto con la febbre: stasera si salta la cena.

Lungo la via principale (ed unica!) di Zabliak

Ci manca solo Heidi...

I laghi di Crna Jezeera


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