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Kotor, 24 agosto

Ultimo giorno di viaggio: siamo partiti dall'Italia tutti - tranne Sharon - senza aver prenotato il traghetto per il ritorno pensando di poter trovare facilmente posto, e invece ci siamo dovuti arrangiare con quel che c'era, visto che le navi per l'Italia risultavano quasi tutte piene fino al 7 settembre.
Dario e Marco sono partiti da Bar quando noi siamo andati a Zabljak, Sharon è andata via ieri, e io e Federica abbiamo trovato posto solo per stasera, da Kotor a Bari.
Oggi è pure il 30° compleanno di Federica, e trascorriamo la giornata sulla spiaggia di Lucice, bellina ma - neanche a dirlo - piena di gente.

La spiaggia di Lucice

Nel pomeriggio siamo tornati all'alloggio, lasciato alle 8 del mattino (che razza di orario per il check out, ma i nuovi ospiti già alle 6,30 chiaccheravano nel giardino, deliziandoci con volute di fumo delle fetentissime sigarette locali da 0,50 euro a pacchetto), abbiamo recuperato i bagagli lasciati nel sottoscala, zavorrato la povera Guzzi (che, devo dire, finora si è comportata egregiamente), e siamo ripartiti verso Kotor, da dove prenderemo il traghetto per Bari.
A Kotor siamo arrivati dopo un'ora di viaggio tranquillo, abbiamo fatto il check in per il traghetto della Azzurra Line (nonchè pagata la tassa d'imbarco di 6 euro l'uno, più altri 6 per la moto), e ce ne siamo andati a mangiare una (buona) pizza nella piazzetta della chiesa di S. Trifone.
È finita, anche questa è fatta, e ci aspetta "solo" una tirata in moto da Bari a Roma domattina.

La Guzzi zavorrata al porto di Kotor

*** *** ***
È stato un viaggio un pò sbrigativo, ma stavolta ho dovuto tenere conto delle diverse esigenze - soprattutto in termini di giorni a disposizione - di chi ha condiviso volta per volta i chilometri percorsi.
Mi sarebbe piaciuto dare un'occhiata più approfondita alla Croazia, e mi è seccato parecchio dover rinunciare a fare in moto il percorso Split-Dubrovnik, ma pazienza.
In fin dei conti, l'obiettivo principale era il Montenegro, e lì credo di aver visto i posti migliori (o, almeno, la gran parte di essi).
Stavolta la Lonely Planet è servita a poco o a nulla, quando addirittura non è stata controproducente: l'edizione "Balcani Occidentali" ha preso tanti di quegli sfondoni da meritare un'ampia censura.
Contrariamente alle descrizioni della suddetta guida, Split è una città gradevolissima, con un centro storico notevole ed un'adeguata vita notturna.
Kor?ula è da coppiette o da ragazzetti, mentre Dubrovnik è apprezzabile solo per il centro storico, comunque molto turistico e visitabile in mezza giornata.
In Croazia non ho avuto modo, per questione di tempo, di vedere belle spiagge: l'acqua era pulita, ma a Split ero su di un molo di cemento e a Dubrovnik c'era molta gente.
Molto affollate anche le spiagge montenegrine (soprattutto di serbi, che dopo la guerra non possono - ovviamente - mettere più piede in Croazia) anche se a Jaz, camminando un pò, ci si è sottratti al casino dei lettini posti a mò di batterie di polli di allevamemnto.
Del Montenegro mi è piaciuta tantissimo Kotor, bella, tranquilla, e non invasa da turisti (forse perchè non c'erano nelle vicinanze spiagge rinomate), e mi sono divertito un mondo a guidare la Guzzi su e giù per le strade di montagna verso e dal Durmitor.
La maggior parte dei turisti in Montenegro venivano dalla Serbia: pochi gli itaiani, per lo più pugliesi.
I negozianti montenegrini erano tutt'altro che sorridenti ed amichevoli, e svolgevano la loro funzione neanche fossero stati degli impiegati pubblici (retaggio del regime comunista?), mentre i padroni di casa si sono dimostrati più socievoli.
Le strade non sono male - per chi è abituato a guidare a Roma sono pure perfette! - e il traffico c'è solo un pò sulle litoranee (ma con la moto è sempre superabile); tra croati e montenegrini non è molto diffuso l'uso della freccia, ma anche per questo particolare la guida per le strade di Roma conferisce una sorta di "sesto senso" che fa prevedere con un certo anticipo le mosse altrui: in ogni caso, i peggiori guidatori si sono rivelati quelli targati Herceg Novi, seguiti dai turisti di Belgrado.
I motociclisti prestino comunque molta attenzione allo sdrucciodevole asfalto di Split!


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