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Mandawa, 4 agosto

È tutto vero! Quello che fanno vedere in televisione corrisponde assolutamente alla realtà: il traffico è infernale, l'inquinamento è pesante, le mucche sono in mezzo alla strada, c'è gente che vive (?) ai lati della strada, per terra, coperta solo da un telo di plastica a mò di tenda, ci sono ingorghi agli incroci ove si mischiano auto, cammelli, somari, autobus, biciclette, pedoni, mucche, moto, tutti in mezzo al fango. E c'è il monsone. Mi sono spesso chiesto come sarebbe stata l'Asia sotto il monsone (considerato che in Sri Lanka me la sono cavata con un pò di umidità), e sono stato accontentato. Sulla strada tra Delhi e Mandawa, appena passata Jhunjhunun, si sono aperte le cateratte e un autentico fiume ha coperto il poco asfalto che c'era tra una buca e l'altra. La nostra Tata Indica, condotta dal fido Gurnam, è andata avanti finchè ha potuto, allorchè uno schianto sinistro dell'avantreno immerso in mezzo metro d'acqua ci ha fatto accostare su un lato, insieme ad altri tuk tuk, camion, moto e bici. Su indicazione di alcuni locali, constatato che al rumore non era seguito nessun danno, abbiamo effettuato una deviazione nella campagna per arrivare - alla fine - a Mandawa.

Strade con il monsone

Qui abbiamo trovato alloggio all'Hotel Mandawa Haveli, veramente carino, che per 800 rupie (colazione esclusa) ci ha dato una doppia piccolina, compensata però dall'edificio ricco di affreschi. Il paese è piccolo, con le strade infangate, ma ha alcune di queste Haveli (case di proprietà dei mercanti locali) ancora riccamente affrescate, anche se quasi tutte abbisognerebbero di restauri. Quella in cui alloggiamo è pulita, le stanze non hanno aria condizionata (ma in questo periodo di monsone il ventilatore appare sufficiente) e hanno delle decorazioni dipinte sulle pareti bianche: bel posticino, per una tappa intermedia. Si vantano di avere il migliore ristorante di Mandawa, ma la cena - seppur abbastanza buona - ce la si serve da soli ed è vegetariana e non speziata; in fin dei conti, dopo le fiamme del Chor Bizarre, qualche piatto più delicato non guasta... Dopo cena, sigaro cubano sul tetto, deliziati dal fresco e da un canto locale diffuso dall'altoparlante di un edificio vicino.

Il Mandawa Haveli

Un'Haveli abbandonata

Si aggiorna il diario di vaiggio


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