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Bikaner, 5 agosto

Partiamo alle 9,00 per Bikaner, ma dobbiamo fare i conti ancora una volta con il monsone (o, almeno, con le sue conseguenze). Lungo la strada che porta all'autostrada troviamo dapprima un passaggio sotto la ferrovia invaso dall'acqua ed impraticabile: lo aggiriamo, ma solo per ritrovarci più in là dinanzi ad una pozza ove vediamo sprofondare fino alle ruote alcune jeep. Dopo pochi minuti di riflessione Gurnam avvia la Tata e riesce a passare infilandosi di lato tra un muro ed il tirante metallico di un palo della luce, strappandoci un sentito applauso, ma non è finita. Dentro un piccolo centro abitato l'acqua copra un tratto di alcune centinaia di metri, ma riusciamo ugualmente a passare solo per fermarci dopo qualche chilometro, allorchè l'auto si spegne e bisogna farla ripartire a spinta. Sicuramente è entrata acqua nella marmitta e, secondo Gurnam, pure nella testata del motore diesel.

Ancora strade con il monsone... sempre peggio!

Arrivati così fortunosamente a Bikaner, troviamo alloggio all'Hotel Harasar Haveli, ci facciamo accompagnare da Gurnam al Junagarh Fort e lo mandiamo da un meccanico per constatare i danni. Il Forte si rivela abbastanza interessante, anche se forse i prossimi che vedremo saranno più imponenti. All'uscita prendiamo un tuk tuk per tornare all'albergo, dove Ghurnam ci dice che la macchina dovrebbe essere pronta per domani alle 9,00. Ci attende un pomeriggio di riposo. Avremmo dovuto riposare in ogni caso, visto che ad un certo punto ha cominciato a piovere: la cosa, devo dire, non è stata molto sgradita, in quanto l'aria si è decisamente rinfrescata. Venendo da Mandawa verso Bikaner il cambiamento climatico è andato di pari passo con quello del paesaggio: nonostante le piogge monsoniche abbiano interessato entrambe le zone, man mano che avanzavamo il panorama si è fatto sempre meno verde, assumendo invece le colorazioni tipiche pre-desertiche, con prevalenza di ocra. Anche la calura si è fatta più intensa, e a poco serviva l'aria condizionata della povera Tata. L'albergo qui a Bikaner ha una bella terrazza dalla quale si vede bene il Forte, ma per prima cosa abbiamo fatto cambiare le lenzuola, non proprio immacolate (le mie addirittura con impronte di scarpe!): d'altronde, oramai so per esperienza che in posti come questi ci si guarda bene dal lavare le lenzuola (e, temo, pure gli asciugamano) tra la venuta di un cliente e l'altro. Pure la cena non è che sia stata eccezionale, almeno come quantità delle porzioni, ma da quanto emerge da un'attenta analisi delle nostre numerose guide (una Lonely Planet, una Routard, e due Touring), Bikaner non eccelle proprio per la qualità dei suoi ristoranti. Dato che, escludendo il Forte, c'è ben poco da vedere, consideriamo Bikaner solo una tappa di transito, qualitativamente inferiore a Mandawa.

Junagarh Fort

Stanza all'interno del forte

Terrazza dell'Harasar Haveli


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