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Jodhpur, 9 agosto Dopo l'ennesima notte passata in bianco (è chiaro che andando a dormire alle 22,00 sono sveglio alle 02,00!) siamo partiti per Jodhpur. Oggi le conseguenze dell asudata di ieri nel deserto-che-non-è-deserto si sono fatte sentire: se ho sempre odiato l'aria condizionata un motivo ci sarà, ed infatti il condizionatore della Tata al rientro dopo le camminate a Khabah, Khuldara e Sam mi ha fatto venire un bel raffreddore corredato (secondo me, ma non ho un termometro) da febbre. Giunti a Jodhpur abbiamo alloggiato alla Dewi Bhawan, consigliatissima dalle guide, ed oggettivamente di un livello tale da meritare le 800 rupie richieste. Gurnam ci ha portato fino alla fortezza di Mahranghar, che domina dall'alto della rocca la "città blu". La fortezza è impressionante per imponenza e sistemi difensivi, e venne infatti presa solo per fame, non con la forza. Mi sono dovuto proteggere gola e collo con una sciarpa leggera, ed ho sudato copiosamente, ma non potevo perdermi un simile spettacolo. La visita, con supporto tecnologico di una guida elettronica con auricolari compresa nelle 250 rupie del prezzo del biglietto, è durata quasi due ore, dopodichè siamo andati a vedere, a breve distanza ma sempre in macchina, la Jaswant Thada, mausoleo in marmo che però non ci ha detto molto nonostante sia stato definito "il Taj Mahal del Marawar". Cena all'albergo, buona anche se leggera (oramai sono assuefatto alle spezie), e poi a letto imbottito di tachipirina. |
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La città blu |
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Una stanza del forte |