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Shiraz,
25 dicembre
A
letto troppo presto, e sveglio alle 4,30!
Dopo la colazione siamo saliti tutti sui pullman, che ci hanno scaricato
davanti al mausoleo di Shah-é Cherag.
Immaginando che sarebbe successo quello che poi è successo,
ovvero che all'entrata di un luogo di pellegrinaggio tra i più
importanti per i musulmani sciiti avrebbero impedito l'ingresso ad
una masnada di 25 persone (infedeli, per di più), ho allungato
il passo e, anticipando l'arrivo del gruppo, sono entrato indisturbato,
accedendo alla tomba di Sayyed Mir Ahmad, collocata in un edificio
il cui interno è "piastrellato" di specchi e specchietti,
dall'effetto quasi psichedelico e, comunque, molto bello a vedersi.
Solo pochissimi fortunati del gruppo erano riusciti ad entrare quando
sono uscito e, considerata la situazione, in sette abbiamo deciso
di proseguire la visita di Shiraz per conto nostro e a piedi.
La lunghissima camminata ci ha portato a isitare tutte le moscheee
(aperte o chiuse per restauri: ci siamo infilati dappertutto), il
bazar e la Madrasé-yé Khan.
Abbiamo persino mangiato (con 21.000 rial, 2 euro!) in un bellissimo
ristorante ricavato in quello che era l'Hamun-é Vakil, accanto
all'omonima moschea (tra l'altro, Vakil in farsi significa "avvocato"!);
il giro si è concluso con la visita all'Emamzade-yé
Ali Ebu-é Hamzé, tomba del nipote del settimo imam sciita.
Purtroppo all'interno dei mausolei, tutti coperti da specchi, non
è stato possibile fare fotografie, ma gli esterni e le moschee
hanno meritato la profusione di scatti operata da tutti noi.
Dato il pasto luculliano avuto in mattinata, contro le mie abitudini
di viaggio, in serata ho deciso di non unirmi al gruppo che andava
al ristorante (peraltro, quello della sera precedente), e sono rimasto
in albergo con il resto della "fronda dissenziente" composta
da parte dei più giovani, passando il tempo a giocare a UNO.
Il gruppo, purtroppo, annovera molti membri che più che accoliti
di Avventure nel Mondo sembrano soci di un CRAL ministeriale: età
media anni 60, parecchi insegnanti.
Decisamente tali presenze non possono non stridere atrocemente con
i miei usi e costumi in materia di viaggi anzi, questo pare non essere
un viaggio, bensì una vacanza aziendale.
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