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Meybod/Nain/Isfahan, 29 dicembre

Due le tappe lungo la strada: Meybod e Nain.
Nella prima ho visto solo dal di fuori una piccola fortezza di fango e mattoni crudi, e poi un deposito estivo per il ghiaccio; ho comprato del pane in un forno, faticando non poco per pagarlo visto che il fornaio voleva per forza regalarmelo.
A Nain, invece, c'era da vedere solo una quasi insignificante moschea.

Una cisterna a Meybod

La moschea di Nain

Ad Isfahan le cose sono completamente diverse.
Alloggimao al Sadaf Hotel, un quattro stelle ("avventure" de che?) a due passi dalla famosa Piazza Emam Khomeini: l'albergo non è citato dalla Lonely Planet, stranamente, ma è comodo (anche se con le consuete lenzuola acriliche ed un riscaldamento esagerato).
Appena arrivati siamo andati in quattro verso la piazza, e lì ci siamo via via sempre più stupefatti, nella fioca luce crepuscolare, innanzi alle meraviglie che incontravamo.
La moschea Sheikh Loftollah era chiusa, ma il solo frontale ci ha lasciati a bocca aperta, con le sue tonalità di blu.
Siamo poi passati alla moschea dell'Emam, al cui interno eravamo i soli turisti, assieme a non più di una decina di iraniani: il luogo è sconvolgente, tanto è bello!
Non si sa dove poggiare lo sguardo, per la grandezza e la maestosità insieme, e ritengo che nessuna foto possa rendere l'idea di questo sublime monumento eretto nel 1600 per la gloria di Allah.
Intorno alla piazza, che sarà ampia quattro volte Piazza Navona, sono allineati negozi di artigianato e souvenir, mentre al centro vi è una grande vasca d'acqua contornata da giardini.
La cena è stata consumata dietro alla moschea dell'Emam, al ristorante Bastani, che ha deluso non poco (tanto per cambiare).

Masjed-é Sheikh Loftollah

Masjed-é Emam

Palazzo Alì Ghapu


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