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Ad Isfahan
le cose sono completamente diverse.
Alloggimao al Sadaf Hotel, un quattro stelle ("avventure"
de che?) a due passi dalla famosa Piazza Emam Khomeini: l'albergo
non è citato dalla Lonely Planet, stranamente, ma è
comodo (anche se con le consuete lenzuola acriliche ed un riscaldamento
esagerato).
Appena arrivati siamo andati in quattro verso la piazza, e lì
ci siamo via via sempre più stupefatti, nella fioca luce crepuscolare,
innanzi alle meraviglie che incontravamo.
La moschea Sheikh Loftollah era chiusa, ma il solo frontale ci ha
lasciati a bocca aperta, con le sue tonalità di blu.
Siamo poi passati alla moschea dell'Emam, al cui interno eravamo i
soli turisti, assieme a non più di una decina di iraniani:
il luogo è sconvolgente, tanto è bello!
Non si sa dove poggiare lo sguardo, per la grandezza e la maestosità
insieme, e ritengo che nessuna foto possa rendere l'idea di questo
sublime monumento eretto nel 1600 per la gloria di Allah.
Intorno alla piazza, che sarà ampia quattro volte Piazza Navona,
sono allineati negozi di artigianato e souvenir, mentre al centro
vi è una grande vasca d'acqua contornata da giardini.
La cena è stata consumata dietro alla moschea dell'Emam, al
ristorante Bastani, che ha deluso non poco (tanto per cambiare).
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