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Natanz/Abyaneh/Kashan, 1 gennaio 2004

Oggi abbiamo lasciato ad Isfahan il grosso del gruppo e io, con cinque fanciulle, sono partito alla volta di Kashan.
Mi sembra superfluo dire che, dei due autisti a disposizione, ci hanno dato quello che non parla inglese ma solo farsi, ed è dotato di un'ascella fulminante che fa sentire i suoi effetti fin quasi a metà pullman.
Per fortuna, essendo solo in sei possiamo distribuirci più o meno comodamente sul nostro mezzo.
Durante il tragitto, che si è svolto con un tempo favorevole che ci ha regalato un bel cielo azzurro, abbiamo fatto tappa prima a Natanz, piccola cittadina con una strana moschea, la quale al posto della cupola ha un prisma a punta; esplorando a piedi la parte vecchia del paese siamo anche finiti in un vecchio hammam diroccato.
Ci siamo poi recati, con una piccola deviazione, ad Abyaneh, paesino arroccato sulla montagna, e qui abbiamo trovato la neve (che già timidamente aveva fatto la sua comparsa ad Isfahan): grazie alla bella giornata abbiamo potuto ammirare il panorama delle montagne innevate e gironzolare per le stradine infangate del posto.

La moschea di Natanz

Abyaneh: forno per il pane...

...ed interno della moschea

Kashan offre di particolare solo alcune case di mercanti, grandi e - all'epoca - ricche, ma che non mi hanno granchè impressionato; il bazar è molto grande, ed al suo interno ci sono un paio di case da tè niente male, di cui una ricavata (tanto per cambiare) in un vecchio hammam.
Alloggiamo, anzichè all'Amir Kabir che ci aveva indicato "Avventure" ma che si trova molto distante dal centro, al Sayyah, a due passi dal bazar, e paghiamo ogni doppia 200.000 rial (20 euro, 25 dollari), mentre per la cena scegliamo un ristorante ben celebrato sulla Lonely Planet, il Dellpazir, ove ciu rechiamo in compagnia di una coppia di italiani conosciuti in albergo; non abbiamo mangiato male, anche se non erano disponibili molti dei piatti elencati nel menù.

Khan-é Borujerdi

Masjed-é Agha Borzog

Lattoniere all'opera nel bazar di Kashan


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