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I SETTE PILASTRI DELLA SòLA
Giordania 2006

di

Alessandro Scarano

Amman, 21 aprile 2006

Ancora in giro per il mondo arabo, ancora in giro da "turista", ancora in giro con "avventure nel mondo".
Sfruttando il ponte del 25 aprile, mi sono concesso dieci giorni in Giordania: a dire il vero, avevo prenotato un biglietto aereo per andare da solo, ma la brevità del viaggio non mi avrebbe consentito di organizzarmi con i mezzi pubblici e di vedere tutte le cose interessanti.
Ho così deciso di appoggiarmi - ancora una volta! - ad "avventure", i cui viaggi, nonostante i diversi "contro", permettono in fin dei conti di visitare paesi senza dover passare settimane ad organizzare il tutto e poi, magari, scoprire di non poter contare su alcun compagno di viaggio (quanto è noioso viaggiare da soli...).
Volo Royal Jordanian da Fiumicino, ed eccomi ad Amman: siamo 2 uomini ed 11 donne, e finisco in camera con Guido, bancario che proviene dalle parti di Bassano del Grappa.
Il corrispondente di "avventure" ci è venuto a prendere all'aeroporto (il visto costa 10 dinari, 12 euro e 40 centesimi, non sono richieste foto) e ci ha portato con un pullmino ed una macchina allo Shepherd Hotel, niente male (stanze grandi con bagno, tutto abbastanza pulito, cena sufficientemente buona - pare che nessuno si preoccupi più di tanto del fatto che siamo in 13 a tavola...); da domani si comincia il giro.

Amman, 22 aprile

Dopo la consueta (per me, cortodormiente) sveglia verso le 5 del mattino, mi sono riaddormentato confidando nella sveglia del cellulare di Guido, il quale aveva però dimenticato di cambiare l'orario con il fuso.
Risultato, verso le 8 ho sentito delle voci nel corridoio e ho realizzato che eravamo in notevole ritardo, considerato che l'orario di partenza era fissato per le 8,30.
Velocissime abluzioni mattutine ed ancor più veloce colazione, peraltro tremenda (marmellata dal gusto sintetico e pasticceria più che solida), e via.
Prima tappa odierna, le rovine romane di Umm Quais, al confine nord con la Siria.
I 110 km di buona strada asfaltata scorrono attraverso colline prima aride, e poi punteggiate da ulivi e rocce, e cittadine i cui edifici - come quelli di Amman - non eccellono per originalità, essendo per la gran parte abbastanza squadrati, composti di blocchi di cemento e rivestiti della pietra chiara locale la stessa uguale per tutti, che evidentemente isola bene dal caldo.
Il cielo oggi è nuvoloso e fa freddino.
Di Umm Quais, l'antica Gadara, rimangono un teatro ed alcune rovine sparse tra i cardi; in lontananza si scorge il lago di Tiberiade, in mezzo alle alture del Golan delle quali finora avevo solo sentito parlare nei servizi televisivi sulle guerre tra ebrei e palestinesi.

Il lago di Tiberiade e le alture del Golan

Umm Quais: la chiesa

ottogonale e il teatro romano

Da Umm Quais ci siamo mossi in direzione del castello di Ar-Rabad di Ajlun, vecchia fortezza islamica costruita tra il XII e il XIII secolo, la cui visita richiede poco meno di mezz'ora.
Oggi è giornata festiva per molti locali (tra l'altro, questi sono anche i giorni della pasqua ortodossa), e ci sono svariati gruppi di gitanti chiassosi.

Ajlun: il castello di Ar-Rabad

Interno del castello

Dopo Ajlun, Jerash.
Sicuramente in epoca imperiale romana doveva essere una gran bella città, e ancora oggi destano impressione i due teatri, il colonnato lungo il cardo maximus, ciò che rimane del grandioso tempio di Artemide e, naturalmente, la curiosa piazza ovale cinta da colonne: due ore per la visita sono più che sufficienti.

Jerash: la piazza ovale

Il cardo maximus

Il ninfeo

Il teatro nord

Il teatro sud

Siamo sempre divisi in un pullmino da 9 ed una macchina da 4, più i rispettivi autisti; il pullmino, sul quale viaggio in quel "posto della suocera" che a me piace tanto, è molto silenzioso, quindi nessun imbarazzo ho avuto nell'isolarmi in cuffia con l'i-POD, dal quale i Motorhead sono riusciti a darmi la sveglia necessaria per affrontare la mattinata dopo le poche ore di sonno.
Tornati in albergo stanchi morti, abbiamo usufruito dell'ottima doccia calda (ci sarà pure qualche vantaggio a fare il "turista") e siamo andati a piedi a mangiare al ristorante Jerusalem, dove abbiamo consumato una buona ed abbondante cena a prezzo contenuto (62 dinari in 13, ovvero 5 euro a testa).
Alla fine della cena ho pure scoperto che una del gruppo andava nel mio stesso liceo negli stessi anni, anche se in un'altra sezione: ovviamente, nessuno dei due si ricordava minimamente di aver mai conosciuto l'altro (a dire il vero, lei non si ricorda nemmeno di chi avesse come compagni di classe: ho trovato una messa peggio di me!).


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