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Amman, 23 aprile

Stamattina siamo partiti verso est per vedere dei "castelli" nel deserto brullo e piatto, che non si sono rivelati eccezionali.
Il primo che abbiamo incontrato è stato il Qsar Kharana, una sorta di caravanserraglio diroccato, poi siamo passati al Qusayr Amra, un piccolo edificio affrescato al suo interno con un pozzo al di fuori, che dava l'impressione di essere lo scannatoio del notabile locale, e per ultimo il più grande per estensione (ma ridotto maluccio per crolli vari), lo Qasr Al-Azraq, pare utilizzato anche da Lawrence d'Arabia.

Qsar Kharana

Qusayr Amra...

...e i suoi affreschi

Qasr Al-Azraq

Il cortile...

...e gli interni

Invece di proseguire per la frontiera con l'Iraq, luogo sicuramente interessante dal punto di vista archeologico ma un pò insicuro negli ultimi tempi, siamo tornati indietro verso ovest, fino al Mar Morto.
La strada scende lungo la grande depressione, fino alle rive di questo salatissimo mare interno oltre il quale, se non ci fosse stata foschia, avremmo potuto scorgere Gerusalemme.

Siamo vicini alla "zona calda"

L'autista ci ha portato al Movenpick, un albergo a 5 stelle che consentiva, oltre che fare il bagno nel Mar Morto, l'uso delle sue piscine.
Superate queste ultime, piene di famigliole schiamazzanti, siamo scesi sulla spiaggia per dare un'occhiata a questa famosa distesa d'acqua salata, e sono ben presto rimasto inorridito: spiaggia con il bagnasciuga pieno di rifiuti, ed acqua con spazzatura di vario genere galleggiante qua e là.
Superato il primo momento di repulsione, ho provato il galleggiamento - molto particolare, in effetti: occorre sdraiarsi di schiena per evitare qualsiasi contatto dell'acqua con gli occhi, pena un bruciore infernale - ma sono subito uscito e, malgrado la folla di bimbetti che facevano casino, mi sono buttato a far vasche in una delle piscine d'acqua dolce.

Sul livello del mare

Il Mar Morto, 380 metri più in basso

Per completare il malumore giornaliero, gli autisti ci hanno portato nel consueto supermercato di "artigianato locale" (l'80% del quale è, manco a dirlo, made in india), dove ovviamente i (pochi) più smaliziati di noi hanno evitato di comprare alcunchè.
Grande successo hanno invece riscontrato tra le donne i fanghi, sali, e prodotti di cosmesi "anticrepe" derivanti dal Mar Morto, nonostante i motteggi miei e del mio compagno di stanza, che avvertivamo le speranzose acquirenti dell'impossibilità di miracoli...
Dopo essere rientrati nel nostro albergo di Amman per una doverosa doccia, Emad Abu Rabie, l'autista del nostro pullmino, ci ha portato a cena in un ristorante ove era evidentemente ben conosciuto, e dove abbiamo mangiato bene ed abbondantemente per 8 dinari ciascuno, più le bibite.
Il locale, che fungeva quasi da pianobar visto che numerosi avventori erano lì anche solo per una partita a carte o una fumata di narghilè, era frequentato da uomini e donne sulla trentina, di classe medio-alta.
Un cantante, accompagnato da due suonatori di tastiere e percussioni elettroniche, si esibiva suscitando l'approvazione tangibile della gente, la quale però non applaudiva al termine di ogni canzone, come a noi sarebbe sembrato invece normale.
Emad ci ha fatto notare come non in tutta la Giordania le donne portano l'hijab, e che qui le ragazze girino non solo a testa scoperta, ma anche vestite abbastanza succintamente per gli standards del mondo islamico.
Lui è di origine palestinese, ha studiato ingegneria meccanica a Perugia prima e Milano poi, ovviamente parla italiano, e ora è il proprietario della compagnia che provvede al nostro trasporto, che ha a disposizione diversi pullmini ed alcune macchine (offre trasporti in e da Giordania, Libano e Siria: emadrabeh@yahoo.com).
La prima discussione all'interno del gruppo non si è fatta attendere, e ha riguardato il dove trascorrere i prossimi giorni: c'è chi vuole vedere Petra per due giorni e poi andare a Gerusalemme, saltando Aqaba, per poi finire ad Amman il giorno prima della partenza per l'Italia.
Considerato che vedere Petra per due giorni mi sembra esagerato, che a Gerusalemme occorrerebbe dormirci per via degli orari della frontiera (che apre alle 9 e chiude alle 15 o alle 12 se è giorno festivo), che in fin dei conti sono venuto a vedere la Giordania, e che non mi va di rinunciare al mare (tra l'altro, un pernotto ad Aqaba è già pagato), credo che passerrò due giorni a prendere il sole sul Mar Rosso, facendo snorkelling.


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