Per completare il malumore
giornaliero, gli autisti ci hanno portato nel consueto supermercato
di "artigianato locale" (l'80% del quale è, manco a
dirlo, made in india), dove ovviamente i (pochi) più smaliziati
di noi hanno evitato di comprare alcunchè.
Grande successo hanno invece riscontrato tra le donne i fanghi, sali,
e prodotti di cosmesi "anticrepe" derivanti dal Mar Morto,
nonostante i motteggi miei e del mio compagno di stanza, che avvertivamo
le speranzose acquirenti dell'impossibilità di miracoli...
Dopo essere rientrati nel nostro albergo di Amman per una doverosa doccia,
Emad Abu Rabie, l'autista del nostro pullmino, ci ha portato a cena
in un ristorante ove era evidentemente ben conosciuto, e dove abbiamo
mangiato bene ed abbondantemente per 8 dinari ciascuno, più le
bibite.
Il locale, che fungeva quasi da pianobar visto che numerosi avventori
erano lì anche solo per una partita a carte o una fumata di narghilè,
era frequentato da uomini e donne sulla trentina, di classe medio-alta.
Un cantante, accompagnato da due suonatori di tastiere e percussioni
elettroniche, si esibiva suscitando l'approvazione tangibile della gente,
la quale però non applaudiva al termine di ogni canzone, come
a noi sarebbe sembrato invece normale.
Emad ci ha fatto notare come non in tutta la Giordania le donne portano
l'hijab, e che qui le ragazze girino non solo a testa scoperta, ma anche
vestite abbastanza succintamente per gli standards del mondo islamico.
Lui è di origine palestinese, ha studiato ingegneria meccanica
a Perugia prima e Milano poi, ovviamente parla italiano, e ora è
il proprietario della compagnia che provvede al nostro trasporto, che
ha a disposizione diversi pullmini ed alcune macchine (offre trasporti
in e da Giordania, Libano e Siria: emadrabeh@yahoo.com).
La prima discussione all'interno del gruppo non si è fatta attendere,
e ha riguardato il dove trascorrere i prossimi giorni: c'è chi
vuole vedere Petra per due giorni e poi andare a Gerusalemme, saltando
Aqaba, per poi finire ad Amman il giorno prima della partenza per l'Italia.
Considerato che vedere Petra per due giorni mi sembra esagerato, che
a Gerusalemme occorrerebbe dormirci per via degli orari della frontiera
(che apre alle 9 e chiude alle 15 o alle 12 se è giorno festivo),
che in fin dei conti sono venuto a vedere la Giordania, e che non mi
va di rinunciare al mare (tra l'altro, un pernotto ad Aqaba è
già pagato), credo che passerrò due giorni a prendere
il sole sul Mar Rosso, facendo snorkelling.