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Wadi Musa, 25 aprile

Dopo aver pazientemente atteso l'alba per le foto di rito, fatta colazione siamo partiti per un giro con due jeep guidate da beduini a vedere il Wadi Rum.
Tra la possibilità di fare un giro di due ore e uno di quattro, non si sa perchè (ragioni di budget della cassa comune, pare), è stata scelta la prima, ed è stato un colossale errore, perchè in pratica non abbiamo visto assolutamente alcuno degli elementi che rendono il Wadi Rum così particolare.
Le due ore sono trascorse facendo un breve e lento giro vicino all'accampamento, intervallato da qualche breve sosta per delle foto ed una lunga sosta di tre quarti d'ora - guarda caso, vicino ad una tenda di beduini attrezzati con bevande - di fronte ad una grossa duna addossata alla roccia, dalla cima della quale almeno si godeva un discreto panorama (che, per inciso, ci siamo goduti solo io ed il mio compagno di stanza, unici ad aver avuto la voglia e la forza di salire lassù).
Insomma, niente archi di pietra, niente sorgenti, niente Sette Pilastri della Saggezza, ma solo una supposta mappa nabatea scolpita su di un pietrone.
Come un cretino, avevo omesso di studiarmi la carta della zona e di chiedere ad Emad prima di partire cosa avremmo visto e cosa no, ma mi ero fidato della decisione presa da altri del gruppo e quindi mi sta bene, così imparo.

L'alba

La mappa nabatea

Il Wadi Rum...

...e i suoi colori

Panorama dalla duna

Tornati al campo, siamo ripartiti verso Siq Barid, detta la "piccola Petra", che consiste in un corridoio nella montagna ove sono scavati un piccolo tempio, una cisterna, e numerosi buchi che sembrano ricoveri per trogloditi e capre.
Non c'era alcun turista, ed effettivamente il luogo non vale molto la visita: domani ci rifaremo con Petra (quella vera).

L'ingresso a Siq Barid

Il tempio

La scala alla fine del canyon

L'albergo ove alloggiamo a Wadi Musa (che è la cittadina creata appena fuori Petra quando il governo ha sfrattato i beduini dalla zona archeologica) è l'Al-Anbat, con camere pulite e spaziose, oltre che grandi; c'è anche una piscina, ma il tempo è brutto, tira vento freddo e sono già affetto dal mio tipico raffreddore da viaggio, per cui niente bagno ma doccia e riposino prima della cena.
Abbiamo mangiato in albergo, cena a buffet non eccezionale, e ci siamo "goduti" Raiuno, con telegiornale (ieri tre kamikaze hanno fatto 18 morti a Dahab, in Egitto) e "Il commissario Montalbano".
Non sono abituato a simili lussi quando viaggio, ma dovrò adattarmi...


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