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Tangeri, 23 Agosto

Tangeri! Una delle Colonne d'Ercole, che una volta rappresentava la fine del mondo conosciuto e che ora è il trampolino di lancio per la disperazione di un intero continente. Ci sono arrivato dopo quattro ore e mezzo di noiosissimo viaggio in treno, attraverso una campagna riarsa e piatta. L'arrivo del treno ha scatenato i tassisti locali, vere e proprie belve a caccia di preda. Dopo aver evitato le esose richieste dei conducenti di grand taxi, privi di tassametro ed ingordi come me davanti ad un gelato, ho trovato un petit taxi che, pur non usando il tassametro (di cui era quanto meno provvisto), mi ha portato a destinazione per 20 dirham, quando gli altri ne chiedevano 50 per farmi fare il viaggio in braccio a qualcuno (i grand taxi sono normali Mercedes utilizzati come taxi collettivo, nei quali "devono" entrare almeno sei passeggeri).
La destnazione era - ed è - molto particolare. L'Hotel El Muniria è così descritto dalla Lonely Planet: "... dimostra tutti i suoi anni, ma rimane comunue un'ottima scelta. Le stanze pulite, con docce con acqua calda, costano Dr 110/130. c'è un che di nostalgico nell'aria anni '50 dell'albergo, i resti di un passato che ha visto Jack Kerouac e Alan Ginsberg alloggiare qui, mentre William Burroughs ha scritto il suo Il Pasto Nudo nella stanza n.9". La mia stanza è la n.3, con una bella vista sulla baia (e per una volta il costo, rispetto alle indicazioni della Lonely Planet, è di gran lunga inferiore: 53 dirham): certo, il letto ha la rete un pò molla e il tutto andrebbe ristrutturato (mi sa che dai tempi della Beat Generation non è stato toccato alcunchè), ma credo che un paio di giorni vi vadano trascorsi, almeno per la vista dalla camera. Tra l'altro mi sono reso conto che gran parte delle citttà marocchine possono essere viste in una sola giornata o quasi, per cui si è creato il problema che, dovendo tornare il 5 settembre, devo trovare un modo per allungare il tragitto oppure un motivo per restare più a lungo in un posto. Ho provato a chiamare a casa per cercare di anticipare il volo, ma l'Alitalia non lo consente, causa la tariffa che ho pagato (cosa cambi alla compagnia se torno prima, qualora dovessero avere posto, non è dato sapere).
Ho fatto subio un salto in spiaggia, molto affollata ma tragicamente sferzata dal vento, che fa finire i minuscoli granelli di sabbia ovunque; un giro fino alla medina mi ha fatto invece constatare che qui, oltre ai previsti seccatori venditori di fumo, c'è un bel pò di gente disgregata, ma come non ne vedevo dai tempi di Amsterdam: non so se sia colpa di alcool, stupefacenti vari, o se abbiano delle loro proprie tare mentali, ma la quantità di persone disconnesse di cervello è impressionante. Per la cena ho optato per il ristorante Ahlan, che si è rivelato quello migliore dove ho cenato finora.

La spiaggia di Tangeri

Tangeri, 24 Agosto

Sarà un momento di depressione, ma comincio ad avere veramente le scatole piene di questo paese. Stamattina sono andato di buon'ora al museo della kasbah, che prometteva un impiego di tempo ma che è chiuso per ristrutturazione. Che fare? Partire subito per Chefchaouen? E i panni chi li asciuga? Sì, perchè stamattina sono pure riuscito a fare un pò di bucato... Di passare un altro giorno e mezzo qui non mi va affatto, ma se la situazione si dovesse ripresentare nelle prossime tappe finirei per aver completato il percorso preventivato con una settimana in anticipo. Va a finire che dovrò acquistare un altro biglietto aereo per tornare a casa prima.
Ho passato la mattinata cercando un volo per andarmene in Italia, ma sembra che il primo disponibile sia un Tangeri-Madrid-Roma che partirebbe il 28, e quindi tra quattro giorni. Non è tanto il mezzo milione che mi verrebbe a costare, ma che faccio nei prossimi quattro giorni? E se, una volta allontanatomi da questa città che alla fine ti deprime se ci passi più di mezza giornata, dato che non puoi frequentare la spiaggia per il vento assurdo che tira e la medina, una volta vista, non ti attira più, mi dovessi divertire? Certo, mi sa che in una Chefchaouen non resisterei più di 24 ore, e tra Fes e Meknes più di tre giorni che ci si va a fare... La verità? E' che pensavo di poter fare tranquillamente un viaggio da solo con la previsione di incontrare gente in giro ma: 1) qui a Tangeri non c'è occasione, in quanto sono tutti di passaggio per andare altrove; 2) quando anche ho conosciuto altre persone sia a Casablanca che a Rabat, queste non mi hanno certo riempito le giornate. Ebbene sì, mi tocca ammettere che l'idea del viaggio in solitudine è stata una bella cazzata... Ad ogni modo il dado è tratto (ovvero la moneta è stata tirata: testa!), e decido di proseguire il viaggio come previsto. Comincio però a capire come al buon Burroughs sia uscito Il Pasto Nudo vivendo qui, date le paranoie che vengono per il vento e l'ambientino poco allegro in giro (neanche ad Amsterdam la notte: qui pure di giorno devo camminare guardandomi alle spalle!). La seccatura sarà attendere le 12,00 di domattina, orario di partenza del pullman, e considerato che ora sono le tre e un quarto del pomeriggio, c'è poco da stare allegri.
Il motivo che maggiormente mi rattrista è che ho paura di rimanere senza roba da leggere, e non è un problema da poco. Se hai un libro da leggere puoi anche startene stravaccato sul letto nella stanza o sdraiato sulla spiaggia o seduto su di una panchina, tanto il tempo ti passa e, a seconda del libro, puoi divertirti o farti una cultura, che poi non guasta mai. Ma se sono già a metà di Alta Fedeltà di Nick Hornby (gran bel libro, tra l'altro, uno dei migliori che mi sia capitato di leggere ultimamente, penso che comprerò anche Febbre a 90° anche se ho già visto il film, che era bello anch'esso) e mi rimane solo quel libro di Chatwin di cui neanche ricordo il titolo, ed è in fondo allo zaino, e neanche ci penso a tirare fuori tutto tanto per scrivere il titolo qui, dicevo se mi rimangono un libro e mezzo e parte di una Settimana Enigmistica da finire, che autonomia avrò? Il problema è che se sei in Italia giri l'angolo e compri anche qualsiasi cosa, purchè sia nero su bianco, mentre qui trovi solo arabo - e non mi pare il caso, è vero... - e francese, che per come lo capisco io non mi servirebbe a granchè. Guarda tu se mi tocca centellinare pure quello che leggo, come se non bastasse già mangiare solo a colazione e cena (ma questo per motivi economico-logistici: mi sembra quasi di fare un Ramadan!). Comunque ho deciso di fare un notevole investimento, anche considerando il prezzo: ho comprato una copia del Corriere della Sera, pagandola lo sproposito di 27 dirham, ovvero 5.400 lire, con le quali qui ci si riesce a fare quasi un'ottima cena. Ma non si vive di solo pane... 
Mi sono poi fatto una mezz'ora in spiaggia, tanto per ritoccare un pochino l'abbronzatura, ma ho dovuto capitolare per via del vento e, conseguentemente, della sabbia che stava per seppellirmi. Se tanto mi da tanto, come sarà possibile andare al mare ad Essaouira, che è detta "Wind City, Africa"? ma è un problema che mi porrò al momento, se mai ci andrò. Per la cena ho deciso di bissare il couscous con shihskebab da Ahlan in una medina sovraffollata per la giornata festiva - per i musulmani - del venerdì. Domani lascerò la ex Interzona e le angosce ad essa relative, inoltrandomi in quella che spero essere la parte più "africana" di questo Marocco che, finora, ha avuto l'aspetto di un deleterio meridione d'Europa.


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