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Muscat, 6 gennaio

Oggi è l'ultimo giorno in Oman, e andiamo tutti a vedere la Grande Moschea, situata sulla strada per l'aeroporto e costruita nel 2000 per volere del sultano Qaboos.
Molto bella al suo interno, con il tappeto più grande del mondo (70x60, quattro anni di lavoro per 600 tessitrici iraniane) e un gran bel lampadario centrale.

La Grande Moschea

L'interno...

...la cupola...

...corridoi esterni...

... il mirab...

...e le vetrate

Una lunghissima passeggiata (un'ora e un quarto) mi ha portato, attraverso il quartiere delle ambasciate - penoso lo spettacolo della nostra, che si distingueva dalle altre per il tricolore, la bandiera dell'Unione Europea, e... un gran pavese di panni stesi sul tetto - fino sulla spiaggia di Qurum, nella zona "fighetta" della città.
Purtroppo anche qui troppo vento, e faccio una ben strana figura con il pile addosso e le pinne in mano.
Mentre ero sdraiato sulla sabbia, è passato un paio di volte un coatto locale con il quad, rombando e pinnando sulla battigia: ovviamente gli ho augurato di cappottarsi, cosa che ha provveduto a fare proprio dinanzi a me.
Purtroppo non ho fatto in tempo a fotografare la scena spettacolare (ma senza gravi conseguenze, visto che poi ha ripreso la sua attività): l'immagine sarebbe stata degna di Sports Illustrated...
Un taxi (3 rial) per tornare a Mutrah, l'attesa della cena (stanchi di ristoranti indiani, alcuni di noi hanno optato - in via del tutto eccezionale - per un asettico Pizza Hut), e il viaggio su due pullmini per l'aeroporto.
"E anche quasto natale ce lo siamo levato..."

La spiaggia di Qurum a Muscat

Un ultimo sguardo alla Corniche di Muscat

*** *** ***

Non mi sento di consigliare un viaggio in Oman.
Potrà forse piacere a chi non ha visto molto in giro, ma a me ha lasciato parecchio insoddisfatto.
Antichità, neanche a parlarne, i forti sono del XV secolo e tutti simili nella loro semplicità, delle Wadi è stata bella la prima, Wadi Bani Afw, mentre le altre non erano eccezionali.
Il mare: ne abbiamo fatto poco (almeno per i miei gusti: ero venuto qui proprio per fare un pò di snorkelling), ma quel poco non si è rivelato poi bellissimo.
Il cibo: difficilissimo, incredibile a dirsi, trovare ristoranti di cucina omanita, in quanto quasi tutti gli esercizi sono gestiti da indo-pakistani e oramai nel Paese si mangia con i gusti del subcontinente indiano.
La gente è gentile e cordiale, come spesso ho riscontrato in Medio Oriente, non tutti parlano un buon inglese ma si riesce sempre - come al solito - a farsi capire.
Ottime le strade, ma per i tratti di sterrato (per non parlare della sabbia) le jeep sono fondamentali.
L'Oman è un Paese ricco e non manca alcunchè, ma per stimolare la mia attenzione ormai ci vuole ben altro...


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