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Sohar, 29 dicembre Prendiamo possesso
dei nostri mezzi di locomozione per i prossimi giorni. |
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| Passiamo a Nakhal, e al suo
forte che domina l'oasi dall'alto, e poi ad Al Towarah, dove si trovano
delle fonti di acqua calda ove sguazzano famiglie intere. Cominciamo poi ad addentrarci nella profonda gola dell'Wadi Bani Afw, proseguendo nel letto del fiume in secca: i grossi fuoristrada avanzano tranquillamente, ignorando il fondo sassoso e l'acqua bassa, ma su un passaggio più difficoltoso finiamo per perdere uno dei bagagli malamente legati da Jamal sul portapacchi del tetto, per cui si perde del tempo per il recupero. Ovviamente, anche se è caduto nei pressi di un piccolo agglomerato di case, non solo nessuno ha rubato alcunchè, ma addirittura è stato messo sul lato della strada, con una piccola pila di sassi sopra per facilitarne l'individuazione. Adoro questi posti dove non ti devi guardare dalle mani altrui... Nella gola si trovano un paio di punti in cui l'acqua che scorre forma una sorta di piscina, ma non c'è tempo per farsi il bagno. |
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Nakhal |
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| Chilometri dopo, ritorniamo
sulla strada asfaltata e arriviamo a Rostaq, il cui forte sarebbe chiuso
per l'ora tarda ma, mentre i miei compagni di viaggio gironzolavano per
il cortile, sono ugualmente riuscito ad intrufolarmi dentro e godermi la
visita con calma. Abbiamo poi visto da fuori il forte di Al Hazm, e siamo arrivati col buio a Sohar, patria del celeberrimo Simbad il marinaio. Oggi la tappa è stata di 400 km, la più lunga; buona cena al Sarya, e poi a dormire al Sadaf Hotel Apartments, curioso albergo dai corridoi dipinti a colori vivaci e dalle stanza dotate di una piccola lampadina rossa... sa molto di albergo a ore, e i bagni sono qualcosa di poco attraente, ma ho visto (ed utilizzato) di peggio nei miei viaggi, per cui mi adatto anche stavolta. |
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Rostaq |
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Al Hazm |