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Nizwa, 31 dicembre

Siamo partiti presto da Ibri per sfruttare le poche ore di sole, e siamo passati da Al Ayn, dove si trovava una necropoli sul tipo di quella di Bat, ma composta veramente da quattro sassi accumulati.
Poi, Jebrin e il suo forte ben conservato, e di lì a Bahla, dove siamo rimasti solo poco tempo perchè il castello è chiuso per restauri e il suq è chiuso per la giornata festiva.

Al Ayn

Jebrin

Massiccia porta in legno

ed i bei soffitti dipinti

Bahla

Passati dinanzi al villaggio di Al Hamra, abbiamo proseguito inerpicandoci con le jeep sullo sterrato che porta a Jebel Shams, un massiccio dalla cui cima si gode la vista di una gola.
Poi a Tanuf (dove sgorga gran parte dell'acqua minerale che si beve in Oman), la cui città vecchia è completamente in rovina (e perciò, per me, molto suggestiva), e la cui oasi è alimentata dalle acque portate da condutture sotterranee (falanj).

Al Hamra

Jebel Shams

Le rovine di

Tanuf

I falanj sotterranei...

...che irrigano l'oasi

Si mangia!

A Nizwa alloggiamo fuori dalla città, all'Al Diyar Hotel, quasi lussuoso per i nostri standards, con curiose enormi stanze da tre letti anzichè le consuete doppie (c'è pure una piscina).
Fermamente contrario a qualsivoglia festeggiamento, ho mandato gli altri a cenare e me ne sono rimasto in camera, approfittando per un doveroso bucato: è l'unica occasione per farlo, visto che non dormiremo altre volte per due notti sotto lo stesso tetto.
Ho dato un'occhiata a tutti i canali proposti dal ricevitore satellitare, e l'unico in italiano era... quello di una cartomante!

Nizwa, 1 gennaio 2007

Siamo partiti verso le 9 in direzione Jebel Al Akhdar, passando davanti all'ennesimo forte (Birkat Al Mauz), che fotograferemo al ritorno, con la luce giusta.
Passato il posto di controllo (Jebel Al Akhdar ha sulla cima un campo militare), abbiamo iniziato la salita sui ripidi tornanti di ottimo asfalto, per arrivare... a nulla.
In cima c'è un paese moderno e privo di qualsiasi attrattiva, ove abitano quelli che prima vivevano nei villaggi di fango sparsi per la montagna.
Due di questi ultimi sono visitabili con una breve passeggiata: io sono arrivato al primo, ma ritenendo la cosa di scarsissimo interesse me ne sono tornato al parcheggio delle jeep per prendermi un pò di sole in santa pace.
Ridiscesi dal monte (abbiamo superato i 2000 metri), ci siamo inoltrati nel Wadi Muyadin, prima in fuoristrada e poi a piedi, seguendo il corso del canale di irrigazione fino ad una bella pozza d'acqua sorgiva.

Villaggio abbandonato sul Jebel Akhdar

L'Wadi Muyadin...

e la sua bella pozza d'acqua

Birkat Al Mauz

Al ritorno, giro per Nizwa, dove però il suq era chiuso, ma c'era un gran casino di bambini vestiti a festa che si facevano comprare giocattoli dai genitori (sembrava la Befana a Piazza Navona).
Il locale forte è carino, e offre dal torrione principale una bella vista panoramica.
Cena la ristorante dell'albergo, a buffet.

Nizwa: l'entrata alla città vecchia

L'interno

del forte

Moschea

Tramonto


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