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Ras Al Hadd, 3 gennaio

Arriviamo al Wadi Bani Khalid, con una grande vasca naturale scelleratamente circondata da piattaforme in cemento per i gitanti locali.
Camminando oltre, però, vi sono altre piccole pozze tra le rocce, fino ad una più grande ove si può agevolmente nuotare.
Più in là, guidati da un nugolo di ragazzini, in tre ci siamo inoltrati dentro un buco in una parete rocciosa, che scendendo in profondità per angusti e polverosi passaggi ci ha portato in una sala ove si poteva stare in piedi ed osservare, da un'apertura in basso, lo scorrere delle acque sotterranee che alimentano i falanj, ovvero i canali di irrigazione - oggi tutti in cemento - utilizzati per gli orti nell'Wadi.

L'Wadi Bani Khalid e le

sue "vasche": buon bagno!

Tu guarda dove tocca passare per vedere scorrere l'acqua...

Dopo un necessario bagno per eliminare la polvere e il sudore, siamo andati a vedere un altro forte (cominciamo ad averne abbastanza), Al Qamis, nonchè la famosa (per le sue 54 cupole) moschea di Bani Bu Ali, imbruttita da delle orrende lampade al neon.

Al Qamis, ancora...

...un altro forte

Bani Bu Hassan

Arrivati a Ras Al Hadd, prendiamo alloggio al Ras Al Hadd Beach Hotel, con camere (ma solo quelle) all'altezza del gruppo Best Western cui appartiene: per il resto, l'edificio in quanto tale appare costruito con materiali scarsi, ed infissi inadeguati.
Tira un vento pazzesco, che rumoreggia ferocemente sulle vetrate della stanza: stanotte tappi per le orecchie.
Cena in albergo, a buffet, niente di che.
Andiamo a vedere 'ste famose tartarughe verdi...
Colonna di una quindicina di fuoristrada, 40 persone (1 rial l'una) sulla spiaggia con una sola tartaruga che, poveretta, si vede arrancare su per la battigia.
Avendo visto un segnale di luce da parte di uno degli addetti al parco, uno della folla parte di corsa, e gli altri - pecoroni - di corsa dietro a lui.
La tartaruga, raggiunta, si chiede chi siano e cosa vogliano questi rompicoglioni, mentre lei vorrebbe solo depositare le sue uova secondo natura, sicchè si gira e cerca di tornare in mare.
Uno dei locali le sbarra il passo (lo spettacolo non può essere scarso e breve allo stesso tempo, la gente ha pagato), e la povera bestia si ritrova circondata, finche si decide che la gente possa essere soddisfatta, e le si da la possibilità di rientrare in mare.

La povera tartaruga verde


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