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Musawwarat-es Sufra, 28 dicembre

Spesa di frutta, ortaggi, bombola del gas per il fornello da campo, bidone per l'acqua ed altri accessori utili prima della partenza al mercato di Khartoum North, altro grosso sobborgo della capitale, e poi via verso la 6^ cateratta come prima tappa.
Qui ci siamo fermati ad una specie di punto di ristoro lungo il Nilo, attrezzato con tavoli sotto delle tettoie che fornivano ombra e con la possibilità di farsi cucinare qualcosa.
Noi però ci siamo limitati a sfruttare tavolo ed ombra, perchè Avventure nel Mondo ci ha fornito di una "cassa cucina" con cibo italiano bastante per colazione, pranzo e cena (e pure qualcosa in più) per tutti i giorni del viaggio, considerato che fuori da Khartoum non dovremmo trovare altro da mangiare che legumi.
Una volta finiti i nostri panini col formaggio e delle banane prese al mercato, e salutato un gruppo di austriaci pure fermo lì a mangiare, abbiamo fatto per andarcene, ma il capovillaggio (o quel che era) ha preteso (e peraltro ottenuto) un pagamento sostanzioso per l'utilizzo dell'area.

Il mercato di

Khartoum North

La sesta cateratta

Usciti dalla strada asfaltata, abbiamo iniziato a prendere confidenza con lo sterrato (e con la polvere) e siamo giunti a Musawwarat-es Sufra, dove sorgono due templi in mezzo al nulla (uno dei quali, il c.d. "Tempio del Leone", ricostruito negli anni '60), molto suggestivi alla luce del tramonto anche se non eccezionali per chi si è già fatto un giro in Egitto.

Inizia il deserto del Bayuda...

Tempio-santuario di Mussawarat

Il Tempio del Leone...

...ed il suo interno

Piantiamo le tende in un wadi lì vicino, a debita distanza (circa 500 mt.) da altre tende che presumiamo siano degli austriaci visti questa mattina (rimane il fatto che altri turisti non ne abbiamo visti finora, e che tra le rovine c'eravamo solo noi).
Cena con una buona pasta col tonno, cipolle e peperoni, dopodichè a "letto".
Pensavo che avrebbe fatto più freddo di notte nel deserto, e quindi mi ero attrezzato con sacco a pelo pesante e abbigliamento in microfibra, ma in realtà si dorme in maglietta e con il sacco aperto: meno male!

Il campo nello wadi


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