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Mulwad, 2 gennaio

Continuiamo ad attraversare il deserto di Atmur, parallelamente - o quasi, viste le deviazioni necessarie per non insabbiarsi (inutili, talvolta) - al corso del Nilo.
Lo spettacolo che offre questo luogo è molto vario, e si passa dalle rocce nere di origine vulcanica alla sabbia rossa in forma piatta o in dune, con vegetazione scarsissima o nulla.
Su di uno dei rari cespugli c'era un avvoltoio enorme, che purtroppo (e logicamente) si è allontanato in volo appena ci siamo fermati lì davanti.

L'avvoltoio se ne va

Atmur Desert

Abbiamo pure forato una gomma , prima di arrivare alle rovine di Old Dongola, che comprendono un cimitero musulmano con grandi tombe coniche e le rovine di una città e di chiese cristiane in riva al Nilo, dominate da una piccola fortezza.

Piccole disavventure continuano...

Il cimitero di Old Dongola

La fortezza

Rovine della città vecchia

Resti di affreschi

La basilica

Old Dongola città invece è un agglomerato di poche e basse case, con un piccolo mercato e gente cordiale.
Abbiamo anche pranzato in un ristorante locale, e il colloquio che ho avuto (con il tizio che ha tradotto per conto del proprietario) per ordinare è stato quasi surreale:
"cosa volete da mangiare?"
"dipende da quello che avete"
"i fagioli li volete caldi o freddi?"
"ah, ecco".
Fatto sta che per un totale di circa 8 euro in dieci persone abbiamo mangiato il piatto nazionale sudanese, ovvero il foul, insieme di fagioli e fave, servito in piatti di metallo dai quali ci si serve - non essendo previste le posate - facendo delle "presine" con il pane.

Un carbonaio in mezzo al deserto

Da Old Dongola in poi ancora deserto, fino al villaggio di Mulwad, dove numerose ragazzine hanno provato ad intrattenere un colloquio con alcuni di noi ma con scarsi risultati, visto il loro pochissimo inglese ed il nostro praticamente nullo arabo.

Mulwad

Ci accampiamo poco fuori dal paese, declinando l'invito a dormire in una delle case: non è il tetto sulla testa che ci manca, bensì una doccia.
Per ora si va avanti a salviette umidificate o lavandosi a pezzi con acqua di pozzo.


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