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Patong (Phuket), 30 dicembre

Partenza dall'albergo alle 7,00 con un taxi per l'aeroporto (400 Bath), volo alle 8,30 per Bangkok, e corsa alla One Two Go, la compagnia aerea, per cercare di essere ammessi sul volo delle 11,40 anzichè su quello delle 13,30, per il quale avevamo trovato i biglietti.
Ci ha detto bene, sicchè siamo arrivati a Phuket con un paio d'ore di anticipo sul previsto.
All'aeroporto abbiamo preso il minibus per Patong (150 Bath a testa), che a metà strada si è fermato presso un'agenzia di viaggi dove hanno preso nota dell'albergo ove andavamo e lo hanno comunicato all'autista, che quindi ci ha sbarcato proprio davanti alla Erewan Guest House, dove avevamo prenotato da Bangkok.
Sarà, ma per 1.200 Bath speravamo in qualcosa di meglio che non una stanza spartana al quinto piano senza ascensore, senza frigo, con un ventilatore.
Ma è per una sola notte, per cui chi se ne frega, abbiamo dormito in posti ben peggiori in passato.
La spiaggia è a 5 minuti di cammino, ma non è bella, è affollata, e l'acqua è tutt'altro che pulita: pare Ladispoli a ferragosto, solo con l'acqua più sporca!
C'è un pò di tutto: coppie di ragazze, pure carine (ma non thailandesi), famiglie locali e non, vecchi bianchi con giovani thai (e senza), qualche baldo giovane coatto come non mai.
In sostanza, prima ce ne andremo e meglio sarà.

La spiaggia di Patong

Alla sera passeggiata sul caotico lungomare, tutto ristoranti e bancarelle del solito ciarpame, con cena a base di pizza in un ristorante italiano (vabbè che mi piace il cibo thailandese, ma dopo una settimana di sughetti piccanti nei quali nuotano rari pezzi di carne o pesce e svariate verdure ho la necessità di fare scorta di carboidrati).
Anche stasera a letto presto, visto che domattina saremo prelevati all'albergo e portati con il traghetto a Phi Phi Don.

Patong by night

Phi Phi Don, 31 dicembre

Dopo una notte quasi insonne (almeno per me) a causa della caciara notturna di quel posto allucinante che è Patong, siamo stati puntualmente prelevati dall'Erewan e condotti con un minibus all'imbarco per le Phi Phi Islands, le cui foto con spiagge bianchissime e scogliere a picco sul mare verde smeraldo ci avevano convinto a sfidare le dicerie insistenti che le volevano meta di gitanti in barconi e motoscafi ("peggio di Villasimius in agosto", scrivevano dei ragazzi sardi nel loro diario di viaggio).
Ebbene, la delusione è stata grande.

Phi Phi Leh: Maya Bay...

... e la folla di barche e turisti

Che la barca fosse solo una delle affollatissime che conducono turisti giornalieri sull'isola principale (Phi Phi Don) lo avevamo messo in conto, che all'arrivo avremmo visto una bolgia di motoscafi, navi, longtails, catamarani, etc. pure, ma che sulla stessa Phi Phi Don ci fosse qualche decina di migliaia di persone suddivisa in una moltitudine di guesthouses, con banche, supermercati, agenzie di viaggio e punti internet come se piovesse, questo proprio no.
Meno male che abbiamo prenotato solo per due notti!
Dal molo ci siamo serviti di un tizio che, con un carrello e per 50 Bath a testa, ci ha portato i bagagli fino al Phi Phi Dream, guest house che rischia di essere rinominata "Phi Phi Nightmare".
Il fatto che sia abbastanza distante (15 minuti a piedi) dal molo non significa assolutamente che sia isolata, anzi.
Le stanze(tte) hanno un ventilatore che serve solo a smuovere l'aria, il "bagno" è diviso dalla zona notte solo da una parete di bambù (che nemmeno arriva al soffitto), e di fronte c'è un ristorantino con stereo ad alto volume ed una rumorosa pompa dell'acqua che si spera venga spenta la notte, dato che di giorno gira incessantemente.
Abbiamo provveduto a prenotare un volo che ci consenta di raggiungere Bangkok, l'ultimo giorno del viaggio, da Phuket, e poi decideremo dove trascorrere i prossimi giorni, se a ovest sulle isole Similan o sulle Surin, oppure ad est sulle spiagge dalle parti di Krabi, che rischiano però di risultare anch'esse affollate.
Siamo scesi a Loh Dalum Bay, che presenta un'acqua torbida e con della schiumetta sospetta.

Phi Phi Don: Loh Dalum Bay

Rassegnati, siamo rimasti un paio d'ore sotto un cielo stranamente nuvoloso, e abbiamo prenotato il cenone di capodanno - 1.500 Bath l'uno, cepi l'avarizia! - al rinomato Ciao Bella, ristorante ovviamente italiano, gestito dal fiorentino Luciano.
La cena, manco a dirlo, non è stata all'altezza (porzioni scarse, cibo poco saporito, riso semicrudo), anche se la cosa che più ci ha disturbato sono stati gli italiani presenti, che non hanno perso l'occasione di far notare rumorosamente la loro presenza, con tanto di largo uso di cellulari per chiacchiere in linea intercontinentale.
Volendo approfittare di una probabile diminuzione nelle presenze in giro per le isole l'indomani mattina, abbiamo cenato in fretta e siamo rientrati al nostro alloggio, ma solo per venire tramortiti dal karaoke selvaggio del ristorante thai di fronte alla nostra stanza, con ragazze locali che stonavano atrocemente le canzoni.
Tappi nelle orecchie, buonanotte e buon anno!

Phi Phi Don, 1 gennaio 2008

Giro delle isole (Phi Phi Don, Phi Phi Leh, Coral Island) finalizzato allo snorkelling, con un barcone a 650 Bath l'uno - panino e frutta compresi - dalle 10 alle 16.
Siamo solo in 9: noi, una famiglia di 5 israeliani e due tipe locali.
Il tempo è bruttino, niente sole, per cui prevedo brutte foto per mancanza di luce giusta.
I posti sarebbero pure belli, ma con il cielo nuvoloso e con i fondali devastati dalle ancore delle numerose imbarcazioni che invadono queste acque tutti i giorni, nonchè dallo tsunami, non ci si gode appieno quanto la natura offre.
Specialmente nella tanto decantata Maya Bay il casino è particolarmente intenso malgrado sia il primo dell'anno, mentre altri luoghi appaiono più vivibili, anche se non eccezionali (almeno per me, che dopo l'ultima esperienza alle isole Dhalak ho giocoforza cambiato i parametri di apprezzamento dei fondali marini).
Dopo l'ora di pranzo faceva persino freddo, per cui il rientro è stato particolarmente apprezzato.

Phi Phi Leh: Maya Bay...

... e la grotta vikinga

Bamboo Island

Phi Phi Don: Monkey Beach

Stasera ho incontrato in giro Floriana, conosciuta durante il viaggio in Egitto e anche qui capogruppo per avventure nel mondo; loro proseguiranno verso Ao Nang, mentre noi abbiamo deciso che punteremo a nord-ovest, sperando di raggiungere qualche isoletta dove non ci sia troppo casino.
Cena da Hibachi, su Chao Koh, dove per una somma non eccezionale si può mangiare tutto quello che si riesce ad ingurgitare.


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