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DELENDA CHARTAGO
(Tunisia 2004)
di
Alessandro Scarano


Tunisi, 20 agosto 2004
Ci sono ricaduto, ma questa volta per disperazione.
Non avrei mai pensato di venire in Tunisia con Avventure nel Mondo, data la facilità con la quale può essere organizzato un viaggio qui, ma una situazione particolare ed imprevista mi ha costretto ad improvvisare un viaggio verso una meta diversa da quella studiata, all'ultimo momento, e senza un compagno di viaggio.
Stavolta almeno siamo "solo" nove, tre ragazzi e sei ragazze, più o meno giovani a quanto pare.
Il volo (con Tunisair) è durato pochissimo, e ci ha scaraventato in una Tunisi dal cielo coperto e dal caldo umido opprimente.
Neanche a dirlo, le auto prenotate con Europcar non erano pronte e così, mentre in tre hanno atteso che almeno una fosse disponibile, in sei ci siamo diretti all'albergo con due taxi che ci hanno fregato neanche fossimo giapponesi: alla contestazione che il tassametro era rotto, il nostro tassista ci ha detto che avremmo pagato la stessa cifra che avrebbe segnato il tassametro dell'altro taxi; peccato che la stessa scena si fosse svolta sull'altra vettura e che quindi, giunti a destinazione, ci abbiano chiesto 10 dinari a taxi, contro i 4/5 che ci aspettavamo di pagare.
Alloggiamo all'Hotel Maison Doreé, centralissimo anche se un po' demodé e senza aria condizionata (nella stanza, che divido con un altro Alessandro che viene dai dintorni di Firenze, c'è un ventilatore ma è dotato di un timer che lo fa spegnere dopo circa un'ora e mezza).
In attesa delle auto, ci siamo diretti verso la medina per un piccolo giro esplorativo.
Essendo venerdì alcuni negozi sono chiusi, e c'è un via vai di gente che si reca alla moschea; non si sente, però il richiamo del muezzin che solitamente caratterizza tutti i luoghi ove è professata la fede musulmana, richiamo tanto suggestivo durante la giornata, quanto foriero di assonnati mugugni all'alba.
La medina, salvo che in qualche angolo più remoto, mi è sembrata molto "turistica", con negozi che mettono in vendita le solite paccottiglie destinate ai visitatori stranieri in shorts ed occhiali da sole.

Il peperoncino impera

Bottega delle erbe

Tornati in albergo abbiamo avuto la notizia che una macchina era arrivata, che un'altra sarei dovuto andare a prenderla all'aeroporto (quanto meno accompagnato da un'autista), e che la terza sarebbe arrivata domattina, in tempo per partire da Tunisi; chissà perché, ma essendo in Africa la cosa non mi ha stupito più di tanto.
Dall'aeroporto siamo riusciti (io e Renato, il terzo ragazzo del gruppo che mi ha accompagnato) a raggiungere l'albergo grazie alle gentili indicazioni di altri automobilisti: quel poco di francese studiato (poco) questo inverno sta cominciando a dare i suoi frutti… proverò ad approfittare del viaggio in questo Paese per approfondire la lingua.
Per la cena abbiamo scelto il ristorante Carcassonne, a due passi dall'albergo, che ci ha proposto un menù turistico ma abbondante per 4 dinari ognuno.
Dopo una passeggiata per Avenue Bourguiba, vialone deputato allo "struscio" cittadino, ove addirittura abbiamo assistito a parte di un concerto di un gruppo locale tenutosi su di una scalinata accanto al teatro (c'era chi ballava davanti all'improvvisato palco, ma ovviamente erano solo uomini), ce ne siamo andati a letto.

Il concerto coinvolge la folla

A causa della perdita di tempo per recuperare le auto non siamo riusciti a vedere molto di Tunisi, ma probabilmente recupereremo al ritorno.
La capogruppo sembra attiva e precisa, anche se ha esordito durante la prima cena col rovesciarmi addosso un bicchiere d'acqua con il suo gesticolare (per fortuna, cellulare e macchina fotografica digitale non hanno riportato danni): brutto segno…

Avenue Bourguiba


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