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Tunisi, 2 settembre
Oggi la sfiga si è nuovamente accanita sui nostri mezzi di locomozione. Siamo andati a visitare il Museo del Bardo (niente di speciale, secondo me, solo un'orgia ininterrotta di mosaici provenienti dalle antiche case romane, ma per questo basterebbero gli esempi del museo di El Jem) e, all'uscita, la "mia" Clio non è ripartita (suppongo un problema alla pompa della benzina). Abbiamo avvisato l'Europcar che avremmo lasciato l'auto nel parcheggio del museo e che avremmo proseguito con le altre due, e così abbiamo fatto, recandoci nella località vacanziera della buona società locale: Sidi Bou Said. Posto carino, tutto bianco e blu, ove i "fighetti" locali fanno sfoggio di auto di lusso e vi sono perfino i cestini per la spazzatura. Da Sidi Bou Said, priva per me di qualsiasi attrattiva, una parte di noi è andata alle rovine di Cartagine. Non che ci sia rimasto molto da vedere, soprattutto dell'epoca pre-romana, ma l'emozione di trovarmi nel luogo in cui è fiorita la potenza che dominava il mediterraneo intero prima di pestare i piedi alle persone sbagliate è stata grande. Dopo aver letto e studiato per ancile cronache degli scontri tra Romani e Cartaginesi, concluse con la distruzione totale della città e spargimento finale di sale su di essa per non far più crescere alcunché, non ho resistito alla tentazione di ripetere io stesso il rito, e mi sono fatto immortalare mentre spargevo sulle rovine in cima alla collina una bustina di sale presa - con evidente premeditazione - sull'aereo della Tunisair all'andata. Dei vari punti da visitare della zona di Cartagine abbiamo visto innanzi tutto la collina di Byrsa, dominata dall'orrenda chiesa di S. Luigi costruita dai Francesi, e poi i (poveri) resti dell'anfiteatro romano e del teatro. |
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Panorama dalla collina di Byrsa |
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I resti dell'anfiteatro romano |
| Siamo poi andati in cerca di
una spiaggia, arrivando a quella di La Marsa, località vicina a Sidi
Bou Said ugualmente meta del turismo d'élite locale. Al tramonto, rientro a Tunisi per l'ottima ultima cena al Le Pacha, ristorante che si trova all'inizio della medina, proprio di fronte alla Port du France |
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Port du France |
| Tunisi, 3 settembre Levataccia alle 5 per poter essere all'aeroporto in tempo per restituire le auto e prendere il volo delle 8,40. Ovviamente, l'ufficio della Europcar all'aeroporto si è ben guardato dall'aprire alle 7,30 come promesso, e alla fine abbiamo dovuto correre per non perdere l'imbarco; altrettanto ovviamente, l'aereo è partito con qualche ora di ritardo per non meglio specificati problemi tecnici, ma oramai lo spirito è già rivolto verso casa, e posso sbeffeggiare i miei compagni di viaggio facendo loro presente che sarò l'unico a potersi sdraiare su di una spiaggia già nel pomeriggio. Abbiamo percorso più di 2.000 km, e il viaggio è arrivato alla fine lasciandomi abbastanza soddisfatto. *** *** *** La Tunisia non è molto
estesa, ma ha quasi tutto quel che si può chiedere per un viaggio:
belle rovine archeologiche, cittadine dall'architettura caratteristica,
deserto, oasi, mare pulito. |