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Gafsa, 22 agosto
Ancora rovine romane.
Da Ain Draham siamo partiti per Bulla Regia, che presenta la particolarità di alcune case che i Romani avevano costruito sfruttando anche il sottosuolo per difendersi dal caldo: c'è anche un piccolo teatro ed i resti delle terme; la visita del sito, come già era avvenuto a Thuburbo Majus, l'ho fatta per conto mio, mal sopportando l'idea del viaggio di gruppo.
Qui abbiamo incrociato anche qualche gruppo di tours organizzati di varia nazionalità, tra i quali spiccavano degli insoliti slavi.

Bulla Regia sopra...

...e sotto

I mosaici appaiono...

...ben restaurati

Da Bulla Regia a Le Kef ho ceduto il volante a Renato, rimasto orfano della "sua" Astra e che si annoiava seduto dietro nella mia macchina.
A Le Kef il gruppo si è diviso, e io con pochi altri siamo riusciti ad entrare nella kasbah, il forte militare che domina la medina (di scarso interesse), dando una piccola mancia di un dinaro ognuno al custode, che ci ha accompagnato per un giro senza peraltro perdere occasione di cercare il contatto fisico con una delle mie compagne di gita.

La moschea di Le Kef

Per arrivare a Sbeitla, ove si trovano le rovine di un'altra città romana, ho ripreso il volante in mano; è dura seguire un'auto che va al massimo a 90 all'ora quando la strada è bene asfaltata, dritta e libera, e così ho superato l'auto con a bordo gli altri (capogruppo inclusa) e mi sono fatto qualche chilometro con punte di 120, per poi fermarmi prima di un bivio ad aspettare la Clio.
Ne è sorta una piccola discussione con qualche lamentela ma, a parte il fatto che io ho comunque aspettato gli altri, ho sempre ritenuto i tragitti tra un obiettivo e l'altro solo delle perdite di tempo, e preferisco - quando è possibile - viaggiare veloce di giorno, soprattutto per evitare i disagi ed i pericoli di una guida notturna dovuta al ritardo.
Sta di fatto che anche Sbeitla, come già tutti gli altri siti, me la sono vista per conto mio in santa pace, lontano dagli schiamazzi del gruppo.

Le rovine di Sbeitla...

...ed i tre templi per cui è nota

Purtroppo non c'è nulla da fare: ho tentato di forzare la mia natura per la seconda volta, dopo l'esperimento di questo inverno in Iran, ma veramente non sopporto di viaggiare con più di una persona.
Perché allora andare con Avventure nel Mondo?
Per mettersi alla prova e poter dire "almeno ci ho provato", per ovviare a problemi di visto (Iran, un giorno Libia) o problemi "personali" (Tunisia) che non mi hanno permesso stavolta di viaggiare da solo, per viaggiare insieme a persone che, comunque, amano girare per il mondo.
Si dice che con Avventure nel Mondo vadano persone tra i 20 e i 50, spesso singles, che approfittano della formula di tale tour operator per poter vedere il mondo; è vero, ma il fatto è che spesso capitano persone che, viaggiando sempre in gruppo, mai si preoccupano delle questioni logistiche, non conoscono altre lingue, addirittura non si documentano sui posti che vanno a vedere, insomma: non organizzando nulla da sé e appoggiandosi solo ed unicamente sull'esperienza altrui, non possono essere considerati dei compagni di viaggio ideali per il sottoscritto, notoriamente intollerante ed insofferente.
Ma sto divagando.
Arrivati a Gafsa, scegliamo di alloggiare all'Hotel Maamoun, che la Lonely Planet descrive come "forse il migliore di tutti".
Certo non è un granché, ma una breve visita al vicino Hotel Gafsa ci convince che almeno il primo è dotato di aria condizionata non centralizzata e - a volte - funzionante; i bagni susciterebbero orrore nei miei familiari, ma oramai sono vaccinato.
Buffo come in questo viaggio mi preoccupi dell'aria condizionata in camera: io in genere sono decisamente contrario (elimina l'abbronzatura e mi procura un persistente raffreddore), ma dovendo guidare per buona parte del giorno è basilare dormire la notte, e con il caldo che fa qui…
Cena al ristorante Abid, frequentato dalla gente locale, dove non abbiamo mangiato malissimo anche se la spesa di 60 dinari in nove (mancia compresa) non è stata contenuta, considerata la media dei prezzi locali.
Il resto della serata è stato trascorso facendo piani per le successive tappe nel cortile del bar dell'albergo, dotato anche di piscina (vuota, ahimè).
Il condizionatore della stanza ruggisce rumorosamente, ma i più di 300 chilometri di oggi mi faranno stramazzare sul letto per una dormita come si deve.


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