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Douz, 24 agosto
Abbiamo deciso di saltare la prevista gita all'oasi di Nefta per dare un'occhiata più approfondita a Tozeur (poca roba e molto turistica), dopodiché abbiamo preso la via di Douz con tre auto, visto che la locale Europcar ha supplito all'inefficiente servizio della sede dell'aeroporto di Tunisi; ora Renato può bearsi alla guida di una Polo.

Il mercato di Tozeur

Le 700.000 palme

Abbiamo così attraversato lo spettacolare Chott el-Jerid, il lago salato: acqua ce n'era ben poca, mentre erano ben visibili le incrostazioni di sale che si spandevano verso il piatto orizzonte.

Il deserto salato

A Douz ci siamo appoggiati all'Hotel 20 Mars, che ci ha messo a disposizione due stanze per depositare i bagagli, i bagni e le docce; è chiaro che lo stesso albergo ci ha organizzato la gita nel deserto, con partenza alle cinque del pomeriggio dal locale "cammellodromo", un curioso stadio ai margini della distesa desertica ove si svolgono le corse dei dromedari.
Siamo partiti, in groppa ai dromedari, noi ed una famiglia pugliese (padre, madre e due figlie, la più giovane delle quali - 6 anni - si è rivelata la classica bambina dalla chiacchiera inarrestabile e dalla ipercineticità accentuata: una vera e propria rompipalle, subito odiata dal gruppo; peccato che mi sono perso la sua caduta dall'animale che la trasportava…).

Si parte

Le dune

Come immaginavo, la gita è stata la classica attrazione turistica: poche e basse dune (quelle "vere" sono a 40 km più a sud), parecchia spazzatura lasciata in giro a deturpare il paesaggio nel deserto, un piccolo accampamento recintato ove abbiamo mangiato l'inevitabile couscous e abbiamo sopportato finanche la danza del ventre della capogruppo che, come se non bastasse la bambina pugliese, si è esibita al suono del tamburo suonato da uno dei cammellieri berberi: non c'è pace nemmeno nel deserto…

Il tramonto

Abbiamo dormito all'aperto sui soliti materassini luridi con coperte cariche di sabbia, se non d'altro; meno male che il cielo stellato da solo è stato in grado di compensare il resto.


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