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Ksar Hallouf, 25 agosto
Sveglia prima dell'alba, colazione con pane cotto lì per lì dai berberi, e partenza per tornare in città.
Molti hanno lamentato dolorini vari a causa del percorso effettuato con i dromedari (due ore all'andata e un'ora e mezzo al ritorno): effettivamente, rispetto alla sella che ho utilizzato a suo tempo in Marocco, queste erano più scomode, e non consentivano di tenere quella posizione con una delle due gambe appoggiata con il ginocchio sul pomo anteriore, cosa che evita la scomoda andatura con le gambe penzoloni e l'interno coscia che struscia contro l'animale.

L'alba

Il bivacco

Si riparte

Dopo una lunga pausa ed una doverosa doccia siamo ripartiti verso la zona delle case troglodite, situate a Matmata e dintorni.
D'accordo che in questi luoghi sono state girate alcune scene di Guerre Stellari, ma la presenza di pullman e jeep cariche di turisti è veramente insopportabile, anche perché tutti tengono i motori accesi per far andare l'aria condizionata, e quindi appestano l'aria con i gas di scarico.
Ad ogni modo, le case "troglodite" sono tutte uguali, per cui vista una, viste tutte: sono composte da un grosso buco circolare nel terreno, al cui centro vi è un pozzo e nelle cui pareti si aprono varie stanze; pare che la temperatura vi si mantenga costante d'estate e d'inverno.
In genere si viene accolti dalla famiglia che abita la casa, che mostra come si macina la semola per ottenere il couscous e come si tessono i tappeti, dopodiché viene offerto un tè: si lascia una mancia che può andare da tre a cinque dinari.
Dalla trafficata zona di Matmata siamo passati a quella intorno a Medenine, ove sono presenti i classici ksar, ovvero i granai fortificati (anch'essi comparsi in Guerre Stellari).

Matmata

Ksar Jouma

La "mia" Astra comincia a mostrare problemi di frizione nelle partenze in salita, speriamo bene.
Inizio a perdere la cognizione di tutti i luoghi che visito, forse per il fatto che penso a guidare seguendo la Clio e la Polo che mi precedono, "lasciandomi viaggiare" dagli altri; in questo modo, purtroppo, il viaggio non è più il "mio" viaggio, e non riesce ad assumere una sua propria identità.
Alla fine mi sono ritrovati a dormire a Ksar Hallouf, un posto dimenticato da dio e dagli uomini (ma non dai viaggiatori forniti di Lonely Planet) in cima ad una collina in fondo ad una strada sterrata.

Ksar Hallouf

Il posto è indubbiamente suggestivo e molto particolare, ma spartano - e fin qui nessun problema, ci mancherebbe altro - ma con un unico cesso mal funzionante ed un'unica doccia da fare coram populi, dato che non è provvista di porta; le stanze sono ricavate dai depositi di grano e, non essendo molto ventilate, sono abbastanza calde: si dormirà con la porta aperta (almeno molti dei piccoli animali che le popolano avranno forse modo di uscire…).
La cena, ovviamente compresa nel prezzo data l'assenza di qualsivoglia locale nel giro di svariati chilometri, è consistita nella solita insalata tunisina (cipolle, zucchine, pomodori, olive, il tutto finemente tritato) e nel solito couscous che, seppur buono, non ho toccato dato che oramai mi esce dalle orecchie: da quando sono arrivato in Tunisia praticamente non ho mangiato altro.

La stanza

La (unica) doccia!


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