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Kairouan, 26 agosto
Arrivati a Gabes, i 5/4 del gruppo propendono per fare il giro dell'oasi in calesse.
Non che mi voglia erigere sul piedistallo del grande sapiente, ma chiunque abbia un minimo di cervello, cultura ed esperienza sa che una cosa del genere è solo una fregatura per turisti, e così è stato: per non fare i "soliti" separatisti, anche i quattro dissenzienti si sono uniti al gruppo, ed hanno sopportato di perdere un'ora preziosa in un inutile giretto sotto il sole cocente (ma quali palme…) in mezzo ad un bel nulla, funestato per di più dagli schiamazzi della capogruppo.
Pare che questa faccia per lavoro l'accompagnatrice turistica, figura che nell'ambito di Avventure nel Mondo stona decisamente (almeno secondo me).
Finito il giro turistico del nulla totale, ci siamo diretti verso la spiaggia; neanche 300 metri e la frizione dell'Astra è partita: il pedale scendeva a vuoto, così ho accostato vicino ad un meccanico, il quale gentilmente ci ha detto che non poteva far nulla perché non aveva i pezzi di ricambio, ma che ci avrebbe accompagnati alla sede locale della Europcar.
Lì è iniziato il consueto giro di telefonate per rimediare un'auto in sostituzione, il cui orario di arrivo - secondo la consuetudine africana - è mutato via via che passava il tempo.
Per ingannare l'attesa una parte di noi (me compreso, mi pare ovvio!) è andata a vedere la spiaggia più vicina: questa, nonostante la vicinanza al porto, presentava un'acqua caldissima e pulita; l'arenile non era molto pulito, ma non mi aspettavo diversamente.
Dopo un breve, ma soddisfacente bagno siamo ritornati a patire il gran caldo di Gabes,e a consumare litri di liquidi vari al bar che avevamo eletto quale nostra base nell'attesa, ovvero il Cafè Izdihar di Avenue Bourguiba.

Il Cafè Izdihar di Gabes ed il suo simpatico gestore

Alla fine, verso le 17,30, è arrivata una Clio come quella condotta dall'altro Alessandro, ma dotata di aria condizionata e radio (la mia solita fortuna sfacciata).
Il viaggio verso Kairouan è stato "allietato" da una tempesta di sabbia (ecco, questa mi mancava!), cui ha fatto seguito un breve temporale, con fulmini che solcavano il cielo che sovrastava la pianura.
Grazie alle mutate condizioni climatiche, non abbiamo trovato in città il caldo opprimente lamentato da altri viaggiatori nei giorni precedenti.
Alloggiamo all'Hotel Splendid, che ci offre belle stanze spaziose, con bagni puliti.
Cena al ristorante Karawan, il cui kebab di tacchino non mi ha soddisfatto più di tanto (ma meglio che mangiare ancora couscous…) ed il cui conto mi ha soddisfatto ancor meno (10 dinari, che qui sono un bel po' di soldi, per un menù turistico).

La tempesta di sabbia


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