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Mahdia, 29 agosto
Brutto tempo stamattina, e quindi giornata dedicata alla visita di Sousse e Monastir. Sousse ha ben poco di attraente: una vecchia moschea della quale si può vedere solo il cortile, ed un ribat (ovvero una fortezza) utile solo per far foto dall'alto della torre all'inutile panorama cittadino. Per il resto, solita medina con soliti negozietti per turisti e caldo quanto basta ber far bere litri di acqua e, alle volte, Boga, la limonata in bottiglia locale. |
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La moschea di Sousse |
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Il ribat |
| A Monastir ci siamo limitati a rinfrescarci nella spiaggia sotto il ribat, affollata dalla popolazione locale che ha mostrato - come di consueto o forse più, rispetto agli altri luoghi visitati finora - molto interesse per le fanciulle della nostra brigata: certo, da quando siamo arrivati in Tunisia le toccatine e le mani morte sono state all'ordine del giorno; per quanto riguarda le mie precedenti esperienze di viaggio in paesi islamici, in Iran non era mai successo nulla del genere, in Marocco viaggiavo da solo, per cui non ho parametri di riferimento, mentre della Turchia ho visto solo Istambul senza che abbia sentito donne lamentarsi. |
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La spiaggia di Monastir |
| Tornati a Mahdia in serata, abbiamo cenato al ristorante El-Moez, buono ed economico: io ho continuato la mia dieta a base di pesce alla griglia. |
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Il faro ed il cimitero di Mahdia |
| Mahdia, 30 agosto Oggi prima di colazione ho fatto un giro fino alla punta della penisola, dove c'è un cimitero, il faro ed un piccolo campo di calcio. Andati in spiaggia al "solito posto", nel pomeriggio siamo dovuti tornare in albergo perché si era annuvolato; ha poi cominciato a piovere, e sotto la pioggia abbiamo fatto un po' di shopping per la medina di Mahdia. In vendita c'era solo la solita roba per turisti, per cui ci siamo limitati a prendere qualche ricordino per parenti ed amici, nonché l'immancabile ciondolo ricordo del viaggio per me. Per la cena siamo andati a finire all'Houria House, una pizzeria sulla Corniche; chiaramente la pizza era così così, ma l'importante era cambiare sapore dopo tanti giorni dominati dai soliti gusti. |