www.alessandroscarano.com


diari di viaggio ed altroqualche anno di attivitàqualcuno deve pur farlo...recensionirecensionipagine utili e nonposta


Bir'Ali, 27 dicembre
Sveglia prima dell'alba, colazione alle 5,30 e poi via, verso l'aeroporto di Al Mukalla, con la speranza che il volo per Socotra decolli regolarmente.
La sfiga, però, ha avuto il sopravvento anche questa volta: dopo più di un'ora trascorsa nel piazzale davanti all'aeroporto giocando a pallone (Marco il sardo s'è portato un Super Tele dall'Italia: mitico!), dopo uno scazzo tra alcuni del gruppo e la capogruppo (che facciamo, dove andiamo, io dico così, lei cosà, etc. etc.), dopo essere stati altre due ore buone davanti agli uffici della Yemenita in città, dove ci hanno confermato che l'aeroporto di Socotra è chiuso fino a nuovo ordine e che - se tutto va bene - il prossimo volo sarà tra quattro giorni perché loro volano solo il lunedì ed il venerdì, abbiamo deciso per l'alternativa Bir'Ali, una spiaggia a quasi 200 km da Al Mukalla, dove talvolta sono andati altri gruppi di Avventure nel Mondo.
La strada per arrivarvi offre dei panorami stupendi.
La zona è vulcanica, ed alterna sabbia gialla e pietra lavica nera, con effetti cromatici degni di foto; ci fermiamo a scattare in uno dei punti più suggestivi, che però è anche un campo minato e, all'ora di pranzo, ci fermiamo al villaggio di Qana.

Bel panorama ...

... peccato per le mine!

Verso Bir'Ali

Qui assistiamo all'arrivo delle barche dei pescatori: in un'acqua rossa di sangue, centinaia di tonni vengono trascinati a riva dalle imbarcazioni, privati di branchie, gola e stomaco (che vengono lasciati sulla battigia per la gioia dei gabbiani e di qualche gatto), e subito caricati su dei pickup che prendono immediatamente la via dello stabilimento di lavorazione.
Il tutto in una folla di pescatori, bambini, curiosi, vedove che mendicano del pesce per i loro figli, gabbiani che si rimpinzano, e noi, che scattiamo foto a valanga.

L'arrivo dei pescatori a Qana

Il locale ristorante... e i suoi avventori!

Gruppo, autisti, e scorta (da Al Mukalla a Qana siamo stati costretti a pagare un altro balzello: forse inutile, ma il campo minato all'inizio non era affatto segnalato e qualcuno sicuramente si sarebbe fatto una passeggiata sulle gialle - ed ovviamente intatte - dune sabbiose) hanno pranzato in un ristorantino locale, con pochi tavoli sotto una tettoia, tra le capre che mangiavano nei piatti dei clienti, gli escrementi delle stesse, una cucina dal tasso igienico nullo, ed il deposito del pesce proprio davanti al gabinetto.
Io ho passato la mano, accontentandomi della consueta bibita fresca.
Dopo il pranzo e la solita scorta di qat degli autisti al locale luogo di spaccio, siamo alfine arrivati a Bir'Ali, dove alloggiamo (si fa per dire: alcuni hanno trovato posto su materassini bassi per terra in stanze da 4/5 persone, mentre io ho piantato la tenda in riva al mare, come pure i pochissimi altri dotati di tenda propria) al Qana Tourist Complex, che si trova in una baia sabbiosa, circondata da vulcani spenti, con un edificio in muratura ove sono le stanze, alcuni bagni e la cucina (frequentata da topi e bagarozzi), alcune capanne in paglia, e qualche bagno/doccia in muratura vicino alla spiaggia.
Il posto, comunque, è bello, il mare pulito e pieno di pesci, con una barriera corallina e - soprattutto - privo di turisti.
A dire il vero, di turisti qui nello Yemen ne abbiamo visti pochissimi, il che come al solito non mi dispiace affatto.

Bir'Ali est...

... ed ovest

Per la cena, dopo un'accesa partita a pallone sulla riva, due sardi del gruppo hanno organizzato un falò professionale, sulla cui brace sono stati cotti pesci e tonno acquistati a Qana (considerate le condizioni igieniche del ristorante di Qana e della cucina del Tourist Complex, abbiamo ritenuto cosa più opportuna fare da noi).
Curiosi e divertenti i dialoghi tra i due "fuochisti", in un totalmente incomprensibile dialetto sardo.

Bir'Ali, 28 dicembre
Ho dormito poco, per via del vento che si è alzato nottetempo e che si è fatto sentire sbattendo i teli della tenda, che comunque ha retto.
Ho fatto del footing di buon'ora sulla spiaggia, mentre decine di delfini venivano a compiere i loro salti vicino alla riva, dopodiché sono tornato a dormire dopo colazione: in fin dei conti, oggi in Italia è giornata lavorativa…
Al risveglio, ho cominciato a dare un'occhiata più approfondita ai fondali della baia, che ospitano varie e multicolori specie ittiche.
Finalmente un po' di relax, dopo tutti i giri per città, paesini, monti e valli.
Dormitina pomeridiana in una delle capanne di paglia sulla spiaggia, sicuramente più fresche della mia tenda, partita a UNO, altro giro di snorkeling, altra partita a pallone, doccia, preparazione della cena (altra grigliata di pesce: due bestioni dall'identità sconosciuta acquistati in paese ma cucinati come si deve per la gioia di tutti).
La fatica oggi si è però fatta sentire a causa di tutta l'attività fisica svolta, ed infilarsi nel sacco a pelo è stato un atto dovuto prima di fare le ore piccole.

Bir'Ali, 29 dicembre
Stamattina gita su uno dei vulcani che circondano la zona, che ospita un lago all'interno del suo cratere.
Siamo saliti ed abbiamo fatto il giro del cratere nella parte alta: in basso c'era il lago, con sabbia e vegetazione intorno, ma non siamo scesi per vedere come fosse l'acqua, dato che già l'ascesa ed il giro che stavamo facendo ci sono sembrati abbastanza faticosi.
Il panorama da lassù è splendido, con le spiagge, gli altri vulcani, ed il paese di Qana: abbiamo visto anche un branco di delfini a pochissimi metri dalla riva sotto il vulcano.

Il cratere del vulcano

Il panorama dall'alto

Tornati al Qana Tourist Complex, abbiamo ripreso la vita di spiaggia; a volte evito di fare il bagno, nonostante le bellezze sottomarine, solo perché tira un vento forte, e mi congelerei nell'uscire dall'acqua.
A pranzo, mega spaghettata aglio , olio e peperoncino: non ci stiamo facendo mancare proprio nulla!
Anche oggi pomeriggio, verso il tramonto, consueta partita a calcio sulla battigia lasciata libera dalla bassa marea.
Per cena, altra grigliata con due pesci tipo cernia e una grossa seppia.
Sono arrivati pure alcuni altri turisti, che alloggiano nelle capanne di paglia (il nostro gruppo ha occupato tutte le stanze disponibili) e che staranno sicuramente invidiando il mostro banchetto intorno al fuoco, mentre loro mangeranno scatolame vario.

Al Mukalla, 30 dicembre
Altra giornata di mare, trascorsa stavolta in solitudine per non dover per forza condividere con gli altri il medesimo tratto della lunga spiaggia a disposizione.
Dopo un parco pranzo con la mia insalata messicana con tonno e due fili di pasta preparata dal resto del gruppo, siamo ripartiti (non senza un filo di rimpianto) alla volta di Al Mukalla.
Sembra che l'aereo di domani per Socotra sia confermato, e così, preso possesso della stessa camera (la 116) nello stesso albergo dove abbiamo alloggiato la volta scorsa, siamo andati a cenare nello stesso ristorante, l'Al Khiam.
Le notizie sul maremoto che ha colpito l'Oceano Indiano provocano discussioni nel gruppo: chi ha paura di non riuscire a raggiungere Socotra, chi ha paura di non tornare in tempo in Italia, chi ha paura e basta, sta di fatto che nonostante riesca talvolta anche a divertirmi con i miei attuali compagni di viaggio, sono sempre più convinto che la cosa migliore sia partire in due e girare spesso da soli per poi ricongiungersi e confrontare le rispettive esperienze.
Anche domattina, sveglia presto per arrivare in tempo all'aeroporto.


diari di viaggio ed altroqualche anno di attivitàqualcuno deve pur farlo...recensionirecensionipagine utili e nonposta