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Bir'Ali, 27
dicembre
Sveglia prima dell'alba, colazione alle 5,30 e poi via, verso l'aeroporto di Al Mukalla, con la speranza che il volo per Socotra decolli regolarmente. La sfiga, però, ha avuto il sopravvento anche questa volta: dopo più di un'ora trascorsa nel piazzale davanti all'aeroporto giocando a pallone (Marco il sardo s'è portato un Super Tele dall'Italia: mitico!), dopo uno scazzo tra alcuni del gruppo e la capogruppo (che facciamo, dove andiamo, io dico così, lei cosà, etc. etc.), dopo essere stati altre due ore buone davanti agli uffici della Yemenita in città, dove ci hanno confermato che l'aeroporto di Socotra è chiuso fino a nuovo ordine e che - se tutto va bene - il prossimo volo sarà tra quattro giorni perché loro volano solo il lunedì ed il venerdì, abbiamo deciso per l'alternativa Bir'Ali, una spiaggia a quasi 200 km da Al Mukalla, dove talvolta sono andati altri gruppi di Avventure nel Mondo. La strada per arrivarvi offre dei panorami stupendi. La zona è vulcanica, ed alterna sabbia gialla e pietra lavica nera, con effetti cromatici degni di foto; ci fermiamo a scattare in uno dei punti più suggestivi, che però è anche un campo minato e, all'ora di pranzo, ci fermiamo al villaggio di Qana. |
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Bel panorama ... |
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... peccato per le mine! |
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Verso Bir'Ali |
| Qui assistiamo all'arrivo delle
barche dei pescatori: in un'acqua rossa di sangue, centinaia di tonni vengono
trascinati a riva dalle imbarcazioni, privati di branchie, gola e stomaco
(che vengono lasciati sulla battigia per la gioia dei gabbiani e di qualche
gatto), e subito caricati su dei pickup che prendono immediatamente la via
dello stabilimento di lavorazione. Il tutto in una folla di pescatori, bambini, curiosi, vedove che mendicano del pesce per i loro figli, gabbiani che si rimpinzano, e noi, che scattiamo foto a valanga. |
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L'arrivo dei pescatori a Qana |
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Il locale ristorante... e i suoi avventori! |
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Gruppo, autisti, e scorta (da
Al Mukalla a Qana siamo stati costretti a pagare un altro balzello: forse
inutile, ma il campo minato all'inizio non era affatto segnalato e qualcuno
sicuramente si sarebbe fatto una passeggiata sulle gialle - ed ovviamente
intatte - dune sabbiose) hanno pranzato in un ristorantino locale, con
pochi tavoli sotto una tettoia, tra le capre che mangiavano nei piatti
dei clienti, gli escrementi delle stesse, una cucina dal tasso igienico
nullo, ed il deposito del pesce proprio davanti al gabinetto. |
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Bir'Ali est... |
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... ed ovest |
| Per la cena, dopo un'accesa
partita a pallone sulla riva, due sardi del gruppo hanno organizzato un
falò professionale, sulla cui brace sono stati cotti pesci e tonno
acquistati a Qana (considerate le condizioni igieniche del ristorante di
Qana e della cucina del Tourist Complex, abbiamo ritenuto cosa più
opportuna fare da noi). Curiosi e divertenti i dialoghi tra i due "fuochisti", in un totalmente incomprensibile dialetto sardo. Bir'Ali, 28 dicembre Bir'Ali, 29 dicembre |
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Il cratere del vulcano |
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Il panorama dall'alto |
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Tornati al Qana Tourist Complex,
abbiamo ripreso la vita di spiaggia; a volte evito di fare il bagno, nonostante
le bellezze sottomarine, solo perché tira un vento forte, e mi
congelerei nell'uscire dall'acqua. Al Mukalla, 30 dicembre |