www.alessandroscarano.com


diari di viaggio ed altroqualche anno di attivitàqualcuno deve pur farlo...recensionirecensionipagine utili e nonposta


Socotra (Homhil), 31 dicembre
Siamo riusciti, nonostante l'overbooking, a prendere il volo della Yemenia per Socotra; il tempo è brutto: nuvole e vento forte.
I ragazzi del SES (Socotra Ecotourist Society, cui Avventure nel Mondo si affida per l'organizzazione delle escursioni in loco) sono venuti a prenderci all'aeroporto con i fuoristrada e ci hanno portato all'interno dell'isola, nella parte nord-orientale, fino al villaggio di Homhil.
Per arrivarci, siamo passati per vie sterrate, peggio di mulattiere, inerpicandosi con le jeep, attraversando corsi d'acqua (il tutto in mezzo al verde, dopo tante rocce, deserto e polvere).
L'itinerario programmato prima del viaggio, che avrebbe comportato la permanenza di una settimana a Socotra, è ovviamente saltato per le conseguenze del maremoto dal'altra parte dell'Oceano Indiano, sicché vedremo solo poche cose.
Da una parte, per me è addirittura meglio, visto che non ho mai amato le escursioni naturalistiche: io viaggio per vedere ciò che la mano dell'uomo ha costruito in giro per il mondo (più le spiagge, naturalmente!).
In ogni caso, durante il tragitto, abbiamo avuto già occasione di vedere la natura incontaminata dell'isola, gli le palme "sangue di drago" e gli "alberi bottiglia": pare che a Socotra esistano circa 900 specie tra animali e piante, delle quali 300 endemiche.
Oggi abbiamo piantato le tende (assai faticosamente, dato il forte vento che sembra tiri ovunque, e non solo qui a quota 500 metri) a Homhil, abbiamo cenato presto (capra, riso e ottimo sugo piccante nel quale tutti hanno fatto scarpetta con il pane), e me ne sono andato a dormire alle 21,00: come capodanno non c'è male…

La verde Socotra

La palma "sangue di drago"

Il "party" di capodanno

Socotra (Hadibou), 1 gennaio 2005
Tra vento e naso chiuso per allergia alla polvere non ho praticamente chiuso occhio.
Mi hanno fatto alzare alle 6 per partire - senza colazione! - a piedi lungo il corso di un torrente che si snoda a ridosso del costone di una montagna; tutto molto noioso, eccettuato il punto di arrivo, dove il torrente forma una vasca naturale sul ciglio di uno strapiombo con vista sul mare: eccezionale, se non fosse per il maledettissimo vento freddo che impedisce una balneazione altrimenti memorabile.
Tra l'altro, simili luoghi andrebbero goduti in completa solitudine ed in silenzio, e non in compagnia di altri 19 più guide e curiosi locali: per fare una foto più o meno degna (peccato per la scarsa luminosità dovuta al brutto tempo) ho dovuto attendere che si allontanassero tutti e ripartire per ultimo, godendomi almeno per pochi attimi il panorama in santa pace.

La piscina naturale

Di ritorno all'accampamento di Homhil ci hanno servito la colazione: tè, pane, gli immancabili formaggini visti in tutto lo Yemen (e sempre evitati dal sottoscritto), e del miele che fanno da queste parti, molto ma molto buono.
Smontata la tenda con le solite difficoltà per il vento, siamo passati in jeep alla spiaggia di Dihamri, altra area protetta gestita dal SES.
Vento forte anche qui, dove alcuni si sono fatti il bagno (ma non io, che sarei morto di freddo appena uscito dall'acqua).
Il pranzo a Dihamri è stato a base di riso e tonno semi-carbonizzato: quanta nostalgia per le nostre grigliate di Bir'Ali!
Di nuovo in jeep verso Hadibou, passata la quale il programma prevedeva la visita ad un'Wadi; io, però, con due notti insonni alle spalle e mal sopportando un'ulteriore visita a sfondo naturalistico, mi sono fatto scaricare in albergo, approfittando per fare una doccia e mettere ordine nello zaino, che dopo questi giorni di viaggio sempre in giro oramai contiene una sorta di brodo primordiale all'interno del quale è impossibile trovare alcunché.
Alloggiamo al Summerland Hotel, non male: stanze grandi con TV satellitare, ma bagno in comune (ma pulito).
La doccia è fredda, ma mi rimette in sesto per una necessaria pennica da recupero ore di sonno perdute.
Ceniamo (?) nel ristorante del Summerland, dove - orrore! - ci viene servito un piatto unico con dentro spaghetti scotti e collosi con un cucchiaino di salsina di vegetali sopra, delle patate, ed un pezzo di pollo arrosto.
Lascio tutto lì (nessuno, comunque, ha toccato gli spaghetti), come pure la gelatina di fragole che ci viene servita come dessert.
A farla breve, a letto senza cena.

Dihamri

Rapaci tipici di Socotra

Socotra (Hadibou), 2 gennaio
Quasi tre ore di fuoristrada sul solito sterrato socotrino per arrivare in una spiaggia stupenda, quella di Qualansiya.
Lungo la strada, due tappe per vedere degli strani segni nel terreno, che potrebbero essere stati fatti da ragazzini locali come da ufo di puffi, e poi una specie di piccolo cenote, con sul fondo delle vasche di pietra forse un tempo utilizzate per la tintura di stoffe, dato che conservano al loro interno colorazioni differenti: strano e pure suggestivo.

Il "cenote"

Qualansiya è lunghissima e larghissima, con sabbia bianca ed una laguna interna formata dalle acque marine che non si sono ritirate dopo l'alta marea; in quest'acqua si sono formate delle alghe che conferiscono un colore particolare.
L'acqua non è fredda, ma tanto per cambiare il vento che tira non mi convince a fare il bagno.
Una lunga passeggiata lungo la battigia mi ha consentito di vedere una torpedine a mezzo metro dalla riva e dei granchi che spolpavano un pesce spiaggiato.
Il pranzo, presso una casa vicina alla spiaggia, è consistito - tanto per cambiare - in riso e tonno alla griglia.
Altre ore di fuoristrada per tornare ad Hadibou, che è un posto abbastanza sfigato, dove non c'è assolutamente nulla da vedere.
La cena, vista la pessima prestazione del cuoco del Summerland la sera scorsa, è stata effettuata nel ristorante accanto all'Hotel Taj Hadibou, dove abbiamo mangiato bene.
Appena finito il mio cibo, però, ho abbandonato la tavolata, dato che mi sono sempre vergognato, girando per il mondo, degli schiamazzi che una comitiva di italiani può produrre, soprattutto a tavola e soprattutto in presenza di altri turisti.
Oramai siamo quasi alla fine del viaggio e domattina dovremmo prendere (inshallah!) l'aereo per il continente.

Qualansiya beach


diari di viaggio ed altroqualche anno di attivitàqualcuno deve pur farlo...recensionirecensionipagine utili e nonposta