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Socotra (Homhil),
31 dicembre
Siamo riusciti, nonostante l'overbooking, a prendere il volo della Yemenia per Socotra; il tempo è brutto: nuvole e vento forte. I ragazzi del SES (Socotra Ecotourist Society, cui Avventure nel Mondo si affida per l'organizzazione delle escursioni in loco) sono venuti a prenderci all'aeroporto con i fuoristrada e ci hanno portato all'interno dell'isola, nella parte nord-orientale, fino al villaggio di Homhil. Per arrivarci, siamo passati per vie sterrate, peggio di mulattiere, inerpicandosi con le jeep, attraversando corsi d'acqua (il tutto in mezzo al verde, dopo tante rocce, deserto e polvere). L'itinerario programmato prima del viaggio, che avrebbe comportato la permanenza di una settimana a Socotra, è ovviamente saltato per le conseguenze del maremoto dal'altra parte dell'Oceano Indiano, sicché vedremo solo poche cose. Da una parte, per me è addirittura meglio, visto che non ho mai amato le escursioni naturalistiche: io viaggio per vedere ciò che la mano dell'uomo ha costruito in giro per il mondo (più le spiagge, naturalmente!). In ogni caso, durante il tragitto, abbiamo avuto già occasione di vedere la natura incontaminata dell'isola, gli le palme "sangue di drago" e gli "alberi bottiglia": pare che a Socotra esistano circa 900 specie tra animali e piante, delle quali 300 endemiche. Oggi abbiamo piantato le tende (assai faticosamente, dato il forte vento che sembra tiri ovunque, e non solo qui a quota 500 metri) a Homhil, abbiamo cenato presto (capra, riso e ottimo sugo piccante nel quale tutti hanno fatto scarpetta con il pane), e me ne sono andato a dormire alle 21,00: come capodanno non c'è male |
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La verde Socotra |
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La palma "sangue di drago" |
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Il "party" di capodanno |
| Socotra (Hadibou), 1 gennaio
2005 Tra vento e naso chiuso per allergia alla polvere non ho praticamente chiuso occhio. Mi hanno fatto alzare alle 6 per partire - senza colazione! - a piedi lungo il corso di un torrente che si snoda a ridosso del costone di una montagna; tutto molto noioso, eccettuato il punto di arrivo, dove il torrente forma una vasca naturale sul ciglio di uno strapiombo con vista sul mare: eccezionale, se non fosse per il maledettissimo vento freddo che impedisce una balneazione altrimenti memorabile. Tra l'altro, simili luoghi andrebbero goduti in completa solitudine ed in silenzio, e non in compagnia di altri 19 più guide e curiosi locali: per fare una foto più o meno degna (peccato per la scarsa luminosità dovuta al brutto tempo) ho dovuto attendere che si allontanassero tutti e ripartire per ultimo, godendomi almeno per pochi attimi il panorama in santa pace. |
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La piscina naturale |
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Di ritorno all'accampamento
di Homhil ci hanno servito la colazione: tè, pane, gli immancabili
formaggini visti in tutto lo Yemen (e sempre evitati dal sottoscritto),
e del miele che fanno da queste parti, molto ma molto buono. |
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Dihamri |
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Rapaci tipici di Socotra |
| Socotra (Hadibou), 2 gennaio Quasi tre ore di fuoristrada sul solito sterrato socotrino per arrivare in una spiaggia stupenda, quella di Qualansiya. Lungo la strada, due tappe per vedere degli strani segni nel terreno, che potrebbero essere stati fatti da ragazzini locali come da ufo di puffi, e poi una specie di piccolo cenote, con sul fondo delle vasche di pietra forse un tempo utilizzate per la tintura di stoffe, dato che conservano al loro interno colorazioni differenti: strano e pure suggestivo. |
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Il "cenote" |
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Qualansiya è lunghissima
e larghissima, con sabbia bianca ed una laguna interna formata dalle acque
marine che non si sono ritirate dopo l'alta marea; in quest'acqua si sono
formate delle alghe che conferiscono un colore particolare. |
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Qualansiya beach |